giovedì, Settembre 17

Presentato a Pescara il Centro di Trasferimento Tecnologico di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico: dai 3 atenei oltre 120 brevetti pronti a incontrare 400 imprese

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Centoventi brevetti sviluppati dai tre Atenei abruzzesi, oltre 400 imprese potenzialmente interessate e un patrimonio di competenze nei settori biotecnologie, farmaceutica, scienze della vita e agroalimentare pronto a trasformarsi in innovazione industriale: nasce con questi numeri il Centro di Trasferimento Tecnologico Associativo di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, pensato per favorire l’incontro tra ricerca e sistema produttivo e accompagnare verso il mercato tecnologie oggi collocate prevalentemente a un livello di maturità compreso tra TRL 4 e TRL 6 (Technology Readiness Level, la scala internazionale che misura proprio il livello di maturità di una tecnologia). Si tratta quindi di soluzioni già validate e prototipate che richiedono ora il contributo delle imprese per essere industrializzate e portate sul mercato.

Questo il quadro tracciato ieri nella sede pescarese di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico in occasione dell’incontro “Innovazione che diventa impresa”, che ha visto la presentazione del nuovo Centro di Trasferimento Tecnologico Associativo di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, con l’obiettivo di rafforzare proprio il rapporto tra Università e imprese e creare un collegamento più efficace tra i risultati della ricerca e la loro applicazione concreta nel sistema produttivo.

L’iniziativa – realizzata con il patrocinio dell’Università degli Studi di Teramo, dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” Chieti-Pescara e dell’Università degli Studi dell’Aquila – ha messo al centro il tema del trasferimento tecnologico, della valorizzazione della proprietà intellettuale e della necessità di favorire un dialogo sempre più strutturato tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa. Un confronto che ha coinvolto Confindustria Abruzzo Medio Adriatico e i rappresentanti delle tre Università abruzzesi, con l’obiettivo di individuare strumenti e modalità per trasformare il patrimonio di conoscenze, tecnologie e brevetti presenti sul territorio in opportunità industriali.

Ad aprire i lavori è stato Umberto Sgambati, Vicepresidente di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico con delega all’Innovazione: “L’Abruzzo dispone di un patrimonio straordinario di ricerca e innovazione. La sfida è trasformarlo in valore industriale: il Centro di Trasferimento Tecnologico nasce proprio per accelerare questo processo e rafforzare la competitività delle nostre imprese. Il progetto prende le mosse dall’osservazione dei risultati dei bandi MIMIT dedicati agli Uffici di Trasferimento Tecnologico (UTT) del 2016-2017 e del 2020-2021, che hanno evidenziato segnali positivi in termini di incremento delle attività di scouting, brevetti e contratti di licensing e cessione. Un’esperienza che ha confermato le potenzialità della collaborazione tra ricerca e imprese, ma anche la necessità di rafforzare ulteriormente il collegamento tra questi due mondi.” A seguire Giuseppe Rozzi, Coordinatore del Centro di Trasferimento Tecnologico Associativo, ha illustrato il progetto e il ruolo che il nuovo Centro (CTT) intende svolgere, con particolare attenzione alla tutela e alla valorizzazione della proprietà intellettuale, che non costituisce solo un “diritto di esclusiva”, ma un vero e proprio asset strategico. “Abbiamo a tutti gli effetti un nuovo servizio per i nostri associati”, ha aggiunto Rozzi: “Il Centro opererà per favorire l’incontro tra domanda e offerta di innovazione tramite scouting congiunto, momenti di confronto e stipula di partnership pubblico-private. Gli Atenei dispongono di laboratori, competenze scientifiche e know-how accademico, ma i risultati della ricerca spesso si fermano a un livello di maturità tecnologica intermedio e non arrivano alla fase di industrializzazione. Le imprese, al contrario, dispongono della capacità industriale necessaria per portare un progetto sul mercato, ma non sempre hanno al proprio interno personale, strutture, competenze ed esperienza sufficienti da dedicare alla ricerca e sviluppo. Il CTT offrirà molti vantaggi alle imprese tra cui protezione degli investimenti in innovazione, aumento del valore stesso dell’impresa, incontri formativi e un matching costante università-impresa”.

Il confronto è proseguito con gli interventi di Emanuela Arezzo, Delegata del Rettore alla Terza Missione dell’Università degli Studi di Teramo, Barbara Iannone, Delegata del Rettore alla Terza Missione dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” Chieti-Pescara, Luciano Fratocchi, Referente di Ateneo per il Trasferimento Tecnologico dell’Università degli Studi dell’Aquila, e Lino Olivastri, componente del Centro di Trasferimento Tecnologico Associativo. Le conclusioni sono state affidate a Luigi Di Giosaffatte, Direttore Generale di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico. L’incontro è stato moderato da Laura Federicis, Senior Adviser Area Comunicazione e Centro Studi di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico.

I dati sulla ricerca in Abruzzo

I dati raccolti sui brevetti dei tre Atenei abruzzesi mostrano un patrimonio significativo e alcune caratteristiche comuni. All’Università degli Studi dell’Aquila i brevetti si concentrano principalmente in quattro ambiti: chimica e nuovi materiali, edifici, costruzioni e architettura, salute e biomedicale, macchinari e attrezzature. Circa il 65% dei brevetti risulta concesso e/o depositato, evidenziando un importante livello di valorizzazione della proprietà intellettuale.

All’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” Chieti-Pescara la maggior parte dei brevetti riguarda il settore della salute e del biomedicale. Particolarmente significativo il dato relativo al loro sviluppo: l’87% dei brevetti ha avuto seguito attraverso depositi, concessioni e attività di licensing, mentre il 43% è stato realizzato in collaborazione con altri enti o aziende, a conferma della presenza di esperienze già orientate alla cooperazione con soggetti esterni al mondo accademico.

Anche l’Università degli Studi di Teramo presenta competenze fortemente caratterizzate. I brevetti si concentrano soprattutto nei settori della salute e biomedicale e dell’Agritech e Foodtech. Un elemento distintivo è rappresentato dal fatto che tutti i brevetti risultano realizzati in collaborazione con altri enti o aziende, evidenziando una forte propensione alla costruzione di percorsi condivisi di ricerca e innovazione.

Dalla lettura complessiva dei dati emerge un quadro nel quale le tre Università presentano competenze consolidate soprattutto negli ambiti Biotech, Pharma, Life Sciences e Agrifood, con connessioni significative con diverse filiere rappresentate da Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, tra cui Chimica, Sanità, Costruzioni, Servizi Innovativi e Automotive.

Il patrimonio brevettuale degli Atenei presenta opportunità concrete poiché la maggior parte delle tecnologie analizzate risulta potenzialmente disponibile per percorsi di licensing, cessione e co-sviluppo industriale, offrendo alle imprese la possibilità di accedere a competenze e soluzioni già sviluppate dal sistema della ricerca.

A questo si aggiungono i servizi che gli Atenei possono mettere a disposizione delle imprese, tra cui accesso ai laboratori, attività di scouting tecnologico e consulenza tecnico-scientifica. Strumenti particolarmente importanti per le imprese che intendono avviare o rafforzare attività di innovazione.

Le imprese interessate ad usufruire dei servizi del nuovo Centro di Trasferimento tecnologico possono fare riferimento agli uffici associativi al numero 085432551.

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