domenica, Settembre 20

Paola Cianci: “Sul parco una discussione costruttiva sulla zonizzazione”

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Sul Parco della Costa Teatina in queste settimane si stanno esprimendo molti sindaci del territorio, in gran parte manifestando la propria contrarietà. Una posizione ben diversa dal voler rivedere nel merito alcuni aspetti della proposta di perimetrazione elaborata dall’Ispra, soprattutto laddove questa non tenga adeguatamente conto della pianificazione urbanistica e territoriale che nel frattempo i Comuni hanno adottato e aggiornato.

Bisognerebbe partire dal confronto con il lavoro svolto dal Comune di Vasto nel 2011 e con la successiva proposta depositata al Ministero dal Commissario ad acta, architetto Pino De Dominicis.
Su questo punto, peraltro, parlo anche per esperienza diretta.
Ero tra i banchi della maggioranza di centrosinistra, come consigliera comunale, quando si affrontò il dibattito all’interno delle forze politiche che sostenevano l’amministrazione guidata da Luciano Lapenna.
Fu un confronto vero, nel quale emersero posizioni e sensibilità diverse, ma che alla fine portò a una sintesi politica precisa: la presentazione di una proposta di perimetrazione da parte del Comune di Vasto e il sì al Parco da parte del Partito Democratico e dell’intero centrosinistra.
È importante ricordarlo oggi, perché il confronto sui confini e sulla zonizzazione non può essere utilizzato per riscrivere la storia delle posizioni politiche sul Parco.
Si può ragionare, oggi come allora, su quali aree debbano esservi ricomprese, sulle regole e sulle modalità di gestione. Ma altra cosa è mettere in discussione l’idea stessa del Parco, come fa il centrodestra, considerandolo prevalentemente un vincolo e uno strumento capace di “ingessare” lo sviluppo. È una visione che non condivido, perché la ritengo anacronistica e poco aderente alla realtà di oggi.
Il Parco può rappresentare uno strumento di conservazione, ma anche una leva di crescita, attrattività e promozione turistica. Il turismo esperienziale, lento e sostenibile è in crescita e la Via Verde, insieme al sistema delle riserve naturali e alle altre peculiarità ambientali e paesaggistiche della Costa dei Trabocchi, ha rafforzato la capacità di quest’area di attrarre visitatori proprio grazie alle sue bellezze naturalistiche.
Per questo è necessario guardare al Parco con una prospettiva aggiornata, capace di tenere insieme tutela ambientale, lavoro, turismo e nuove opportunità per le comunità locali.
Possiamo confrontarci su confini, zonizzazione, regole e strumenti di gestione e chiedere che le scelte siano aggiornate alla realtà attuale dei nostri Comuni.
Ma non possiamo confondere il necessario dialogo su come debba essere il Parco con la scelta politica di non volerlo.
Paola Cianci

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