
Un’assemblea pubblica per informare la cittadinanza e un Comitato civico per dire no al Parco della Costa dei Trabocchi e Teatina. Villalfonsina si mobilita contro l’area protetta che interessa il 17,2% del proprio territorio e, dopo aver chiesto lo stralcio dal perimetro del Parco di tutte le aree agricole produttive e rurali vara due iniziative. La prima si terrà domenica, 20 settembre, alle 9.30 nella sede comunale di piazza Papa Giovani Paolo II.
“Si tratta di una riunione informativa sulla perimetrazione, nel corso della quale comunicheremo ai cittadini l’esito dell’incontro con il Ministero”, spiega il sindaco Mimmo Budano, “nel frattempo si sta costituendo un Comitato civico contrario al Parco di cui è promotore il farmacista Emilio Travaglini”.
Budano, insieme ad altri sindaci del Vastese, ha partecipato (da remoto) mercoledì mattina alla riunione convocata dal direttore del Ministero dell’Ambiente Francesco Tomas, al pari della Regione ((rappresentata dal consigliere Nicola Campitelli e dall’assessore Emanuele Imprudente) e del senatore Etelwardo Sigismondi.
In collegamento da remoto anche il presidente della Provincia, Francesco Menna. Tutti hanno manifestato contrarietà al Parco nazionale, contestandone la perimetrazione e la zonizzazione, compreso Menna.
“La perimetrazione è troppo estesa”, sostiene Budano che, oltre a chiedere lo stralcio dei terreni agricoli, tra cui quelli della Cantina Sociale “Villese”, ha lanciato, al pari del collega di Scerni, Daniele Carlucci, “un appello ai parlamentari della Repubblica affinchè si attivino con la massima urgenza, nelle sedi legislative competenti, per l’abrogazione della norma istitutiva”.
Contrari al Parco sono anche Casalbordino, Torino di Sangro e San Salvo, mentre il consiglio comunale di Vasto nei giorni scorsi ha approvato un documento in cui, pur dicendo si al Parco e candidandosi per la sede istituzionale, ha chiesto di salvaguardare la pianificazione in atto, in particolare il Piano Costa che prevede aree attrezzate, manufatti in legno di 130 metri quadri di superficie spalmati lungo la scogliera e parcheggi. In pratica ha chiesto di stralciare quello che il Parco dovrebbe salvaguardare e tutelare.
Torna a ribadire la propria contrarietà anche il sindaco di Torino di Sangro, Nino Di Fonso che ha partecipato alla riunione convocata presso il Ministero insieme alla consigliera con delega al territorio, Sabrina Paolucci.
“Il nostro obiettivo è garantire che la perimetrazione provvisoria tenga conto delle peculiarità di Torino di Sangro”, spiega il primo cittadino, “a partire dalle aree già tutelate come la nostra straordinaria Lecceta di Torino di Sangro, riducendo al minimo l’impatto sul resto del territorio e sulle attività locali”.
Anna Bontempo (Il Centro)

















