
“La proposta di legge non merita neppure di essere commentata nel merito. Rappresenta solo l’ennesimo, velleitario tentativo di politici evidentemente del tutto ignari delle stesse procedure legislative”. Filomena Ricci, delegata regionale Wwf Abruzzo, bolla così l’iniziativa parlamentare del deputato Francesco Gallo, esponente nazionale del partito Sud chiama Nord, fondato dall’ex sindaco di Messina, Cateno De Luca e di cui il primo cittadino di Torino di Sangro Nino Di Fonso è il referente regionale.
Gallo, iscritto al gruppo misto, è il primo firmatario di una proposta di legge, presentata il 16 luglio scorso, che si compone di un unico articolo, la cui finalità è proprio quella di abrogare la legge n.93 del 23 marzo 2001. Cioè quella che ha istituito il Parco esattamente 25 anni fa. Una iniziativa resa nota dal Centro che ha scatenato, come era del resto prevedibile, una serie di reazioni.
“Come gli altri tentativi – da ultimo quello del senatore Etelwardo Sigismondi che ha avuto come unico risultato il demenziale e cacofonico cambio di denominazione del Parco – é destinata a non produrre effetti”, rincara la dose Ricci, “ma in realtà l’obiettivo di queste azioni politiche è uno solo: alimentare delle polemiche per raccogliere qualche voto alle prossime elezioni”.
Per la delegata regionale dell’associazione del Panda “è paradossale che, dopo venticinque anni, si torni ancora a parlare di abrogare una legge che prevede l’istituzione del Parco. La politica ha avuto tutto il tempo per fare le proprie scelte: ora è tempo di far funzionare il Parco. Non possiamo lasciare ancora questo territorio in balia di un’urbanizzazione senza una visione complessiva, del consumo di suolo e di interventi disordinati. Serve un quadro chiaro di tutela e programmazione, capace di salvaguardare le presenze naturalistiche di pregio che ancora caratterizzano la Costa Teatina. Occorre anche informare correttamente i cittadini sulle potenzialità del Parco e sui benefici che può offrire alle comunità locali. Dopo venticinque anni, è tempo di attuare la legge, non di cancellarla”, conclude Ricci.
Nei giorni scorsi, in vista della riunione che si è svolta a Roma sul procedimento di istituzione del Parco, il presidente nazionale del Wwf, Luciano Di Tizio ha inviato una lettera al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con cui ha rimarcato l’esigenza di dare piena e tempestiva attuazione alla sentenza del Tar Abruzzo n. 335/2026 che su ricorso dell’associazione, ha accertato l’illegittimità dell’inerzia amministrativa e imposto il completamento delle procedure necessarie alla nascita dell’area protetta.
Nella nota, il Wwf esprime apprezzamento per le attività finora svolte dal Ministero in esecuzione della sentenza e auspica che il procedimento possa ora giungere rapidamente a conclusione, senza ulteriori ritardi dopo oltre vent’anni di attesa. Particolare attenzione viene richiesta rispetto alle eventuali proposte di esclusione di porzioni di territorio dalla perimetrazione provvisoria del Parco. Secondo il Wwf, ad esclusione delle piccole rettifiche finalizzate ad armonizzare meglio il perimetro proposto, ogni richiesta di riduzione del territorio del Parco è in questo momento inaccettabile e dovrebbe essere sottoposta a una rigorosa verifica tecnico-scientifica per accertare che non vengano compromessi habitat, specie, ecosistemi costieri, sistemi dunali e connessioni ecologiche fondamentali per l’integrità dell’area protetta.
Nella lettera l’associazione richiama inoltre la funzione essenziale delle misure di salvaguardia previste dalla legge n. 394/1991, ricordando che esse hanno lo scopo di evitare trasformazioni del territorio che possano compromettere i valori naturalistici e paesaggistici che il Parco è chiamato a proteggere.
“Non esiste una contrapposizione tra tutela ambientale e sviluppo del territorio”, sottolinea Di Tizio, “la sfida è garantire uno sviluppo realmente compatibile con la conservazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico che costituisce la ragione stessa dell’istituzione del Parco. Dopo oltre vent’anni di attesa, la fase attuale deve rappresentare il momento conclusivo del percorso che porterà all’istituzione del Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina e non l’avvio di un nuovo procedimento destinato a rinviare ancora una volta decisioni ormai non più procrastinabili”, conclude Di Tizio, ribadendo che il Wwf Italia e le sue realtà regionali e locali continueranno a seguire attentamente l’esecuzione della sentenza e l’adozione degli atti conseguenti.
Anna Bontempo (Il Centro)
foto tratta dal sito del WWF che ringraziamo


















