venerdì, Settembre 25

Festival i Sette Capodogli 2026: un appuntamento culturale unico nel panorama italiano

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FESTIVAL “I SETTE CAPODOGLI”

 

Comunicato finale

 

Il Festival i Sette Capodogli 2026 si è confermato un appuntamento culturale unico nel panorama italiano, capace di coniugare arte, ecologia, didattica, insieme a una visione ampia di connessione fra mari territori, nel nome dei capodogli e dei cetacei in genere. Ad alcuni giorni dalla conclusione della prima parte del Festival è tempo di bilanci per l’Amministrazione vastese e per i partner del Festival, Riserva Naturale di Punta Aderci,

Nuova Libreria, Gruppo Fratino Vasto, Centro Studi Cetacei. La promessa di rigenerare una memoria profondamente radicata nella Comunità vastese, rendendo Vasto il punto di riferimento di una rete interregionale più ampia, interessata alla tutela dell’ambiente marino nel nome dei Capodogli, sembra inverarsi maggiormente a ogni nuova edizione. I 4 Capodogli che nel 2014 hanno ripreso il largo e la libertà, grazie all’intervento delle istituzioni e al contributo di centinaia di persone, hanno permesso di far intraprendere alla Comunità vastese un viaggio di conoscenza, incontro e amicizia insieme a loro; un viaggio simbolicamente suggellato quest’anno dalla liberazione di 4 tartarughe ad opera del Centro Studi Cetacei, con la partecipazione degli studenti del Liceo Scientifico Mattioli e dell’ITSET Palizzi che hanno potuto assistere a una magistrale lezione di Vincenzo Olivieri, presidente del CSC, su cetacei, tartarughe e inquinamento da plastica direttamente in spiaggia. La Tavola Rotonda “Le Rotte dei Capodogli che uniscono: Vasto, Rimini, Asti, Lampedusa,

Rocca San Giovanni, Rodi Garganico” ha permesso di fare il punto su una rete di amicizie e partenariati che si allarga, attraverso la proposta di gemellaggi tra istituti scolastici, visite di conoscenza e progetti comuni. Particolarmente suggestiva l’idea di un gemellaggio con il Museo Paleontologico Astigiano, che custodisce lo scheletro di un capodoglio fossile, spiaggiatosi sulle rive dell’Antico Mare Padano, che 3 milioni e mezzo di anni fa costituiva la parte più settentrionale dell’attuale Mare Adriatico.

Nelle parole di Gabriele Barisano, Assessore all’Ambiente del Comune di Vasto, la gratitudine per tutti coloro che hanno partecipato alla manifestazione:

«Al termine del Festival I Sette Capodogli 2025 desidero ringraziare tutte le persone che hanno partecipato e contribuito alla sua riuscita. Abbiamo condiviso giorni di cultura, arte e riflessione sul mare e sulla biodiversità. Un grazie particolare va alle scuole, alle dirigenti, agli insegnanti e agli studenti: i loro lavori e le loro domande ci ricordano quanto sia importante coinvolgere le nuove generazioni. Ringrazio le associazioni, i volontari, i ricercatori, gli artisti, i relatori, i partner e i sostenitori, insieme alla Riserva di Punta Aderci, alla Nuova Libreria, al Gruppo Fratino e a chi ha lavorato dietro le quinte. A undici anni dallo spiaggiamento, il Festival continua a tenere viva la memoria e a creare legami che vanno oltre Vasto. È da questi legami che vogliamo ripartire per far crescere la prossima edizione e coinvolgere sempre più comunità nella tutela del mare. Grazie a tutti e arrivederci al prossimo anno».

Alcune collaborazioni, nate nelle edizioni precedenti del festival sono proseguite e hanno prodotto risultati concreti. Come nel caso di Rimini, che -dopo la proposta lanciata da Manuela Fabbri a Vasto nel 2025- nel mese di febbraio ha concretizzato insieme a Vasto la creazione dell’Alleanza di Città e Paesi d’Italia intorno al Mare contro la Plastica Monouso, con la produzione di un Decalogo illustrato per il Consumo Responsabile che è diventato una mostra, inaugurata presso l’ITSET Palizzi nei giorni del Festival, si sposterà il 5 ottobre presso il Liceo Scientifico Mattioli, e diverrà itinerante fra gli istituti scolastici vastesi.

Allo stesso modo la collaborazione con la Cantina San Michele e i Viticoltori del Mediterraneo è proseguita trasformandosi nel progetto espositivo “Vino, Mare e Biodiversità. Due storie sulle rotte di San Michele” che ha accompagnato tutte le giornate del festival, illuminando i valori di un progetto unico che unisce arte, enologia e tutela ambientale e getta un ponte fra Gargano e Abruzzo, terre legate da vincoli spirituali nel nome di San Michele, ma anche migratori per la Transumanza. “Una transumanza culturale” come l’ha definita Silvestro Regina, ideatore del progetto artistico 7 Dee x 7 Capodogli che è stato sposato dalla Cantina San Michele diventando un progetto vinicolo. “Il progetto è nato sull’onda dell’emozione e del dolore per la morte dei 7 Capodogli del Gargano, con un’agonia che è durata 3 giorni. Un tentativo di trasformare quel dolore in redenzione attraverso l’arte” ha proseguito Silvestro Regina, che ha esposto un capodoglio da lui realizzato con i rifiuti trovati nello stomaco di uno dei capodogli spiaggiati. La mostra si è arricchita dei gioielli realizzati dagli studenti del Liceo Artistico Pantini con i reperti spiaggiati a Punta Penna, un laboratorio con materiali poveri e di recupero guidato dallo stesso Silvestro Regina, all’insegna del significato più profondo del Gioiello come “portatore di gioia”. “Una meravigliosa esperienza” afferma ancora l’artista e maestro orafo “un momento catartico nel quale c’è stata una presenza totale dei ragazzi, che in poche ore, non giorni, hanno realizzato gioielli di grande valore. Sono rimasto colpito dalla loro competenza, partecipazione e volontà, sostenuta in maniera encomiabile dagli insegnanti e ringrazio per la splendida accoglienza ricevuta, che spero di ricambiare a dicembre a Rodi Garganico”.

Oltre che dei gioielli realizzati dagli studenti vastesi, il Festival si è impreziosito quest’anno della collaborazione con Marevivo, la più importante associazione italiana impegnata specificamente nella tutela dell’ecosistema marino, che ha proposto la proiezione del documentario immersivo “I suoni che mostrano il mare” sulla bioacustica marina e del film “Antarctica Dominio 1” un documento di grande importanza cui è associata una raccolta firme per chiedere l’istituzione di un’Area Marina Protetta in Antartide, fondamentale per tutelare le riserve di krill, base della catena alimentare marina, e tutelare la sopravvivenza dei cetacei in particolare. Una collaborazione che proseguirà in vista delle tappe di Rodi Garganico, con la presenza della musicista, esperta di bioacustica Federica Mazzagatti.

Chiusi gli eventi di settembre a Vasto, con tanti momenti emozionanti da ricordare, non resta che attendere la “coda” del festival, ospiti del Porto Turistico di Rodi Garganico, per tirare le somme di un’edizione che finora ha registrato entusiasmo e partecipazione e si è confermata una festa per le scuole vastesi.

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