
Venerdì prossimo, 2 ottobre, saranno trascorsi sei mesi dal crollo del ponte sul Trigno avvenuto il 2 aprile. Dopo sei mesi la Statale 16 è ancora interrotta a Montenero a poca distanza dal confine con San Salvo e l’area resta sotto sequestro.
Stamane, sulla triste vicenda, il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro, a firma di Paola Calvano, ha pubblicato un ampio servizio.
La Procura di Larino indaga per omicidio colposo ma le macerie non saranno rimosse prima di metà novembre. Sotto quel cumulo di detriti potrebbe esserci l’auto di Domenico ( Mino) Racanati, 53 anni di Bisceglie ingoiato dal crollo del ponte mentre dal suo paese raggiungeva Ortona.
La famiglia Racanati è disperata e preoccupata al tempo stesso per l’arrivo dell’autunno che potrebbe portare nuove violente precipitazioni e compromettere la situazione. I familiari del marittimo, a giusta ragione, sono esasperati ma lo sono anche i sindaci che fanno i conti con il danno subito dalle attività turistiche e commerciali e i lavoratori pendolari costretti dopo sei mesi a lunghi percorsi alternativi.
L’Anas è stata chiara. Il cronoprogramma definito prevede l’avvio delle operazioni per la rimozione controllata delle macerie e del materiale crollato a novembre. La bonifica dell’alveo e delle sponde sarà coordinata dall’autorità giudiziaria e dai vigili del fuoco per esigenze investigative connesse alla scomparsa di Mino Racanati. Nel frattempo saranno eseguiti sondaggi geognostici e tecnici per stabilire se procedere alla ricostruzione del viadotto o alla realizzazione di un ponte alternativo adiacente.
Il Governo ha previsto uno stanziamento di 20 milioni di euro, ma l’opera pare non sarà ultimata prima di due anni a partire da inizio lavori.
Il sindaco di Vasto e presidente della Provincia, Francesco Menna ha scritto più volte al ministero delle Infrastrutture, alla Regione e all’Anas sollecitando un intervento.

















