
Al Museo delle Genti d’Abruzzo, dal 19 settembre al 1° ottobre, la mostra “Dal passato al presente. Tra memoria e innovazione” mette in dialogo due sensibilità artistiche differenti, ma accomunate dalla volontà di indagare il rapporto tra memoria e contemporaneità. L’esposizione, promossa dalla Fondazione Genti d’Abruzzo, accosta le opere di Thon, nome d’arte di Fausto Tonello, alle fotografie di Matteo Munarin, costruendo un percorso nel quale pittura e fotografia si confrontano e si incontrano attorno a una riflessione comune: il legame tra ciò che appartiene al passato e ciò che prende forma nel presente.
La mostra nasce così dall’incontro tra due linguaggi che, pur seguendo percorsi espressivi diversi, condividono una particolare attenzione alla forma, alla materia, alla luce e al colore. Da una parte la pittura e la scultura di Thon trasformano la materia in un luogo di evocazione e di ricerca; dall’altra la fotografia di Munarin osserva la realtà e ne restituisce dettagli, atmosfere e significati attraverso uno sguardo personale. Ne emerge un dialogo nel quale l’arte non si limita a rappresentare ciò che vede, ma interpreta, trasforma e rinnova la memoria. Al centro della ricerca di Thon si trova la forma, in particolare quella ovale e sferica, che assume un forte valore simbolico. Nelle sue opere, il colore acceso e la consistenza della materia diventano strumenti attraverso i quali l’artista richiama temi universali come l’origine, la natura, l’energia e la fragilità dell’esistenza.
La sua ricerca attraversa diversi linguaggi e materiali, dalla pittura alla scultura in vetro, dalla ceramica ad altre forme di sperimentazione, mantenendo sempre una particolare attenzione alla dimensione simbolica della materia. Tra le opere che meglio rappresentano questa ricerca si distingue l’“Uovo di Colimbo”, immagine nella quale la forma assume un significato che va oltre la sua dimensione estetica. L’uovo richiama infatti l’origine, la nascita e la possibilità di una trasformazione, diventando una presenza ricorrente e significativa all’interno dell’universo creativo dell’artista. Il percorso di Thon si sviluppa attraverso esperienze, incontri e collaborazioni che ne arricchiscono progressivamente la ricerca. Nel corso degli anni, il confronto con artisti e maestri, insieme alle collaborazioni con gallerie e realtà del mondo dell’arte, contribuisce alla definizione di un linguaggio personale, capace di muoversi tra tecniche e materiali differenti. Le sue opere trovano spazio anche in contesti internazionali e partecipano a diverse esposizioni, comprese quelle dedicate alla lavorazione e alla sperimentazione del vetro.
A questa dimensione materica e simbolica si affianca lo sguardo fotografico di Matteo Munarin, fotografo veneziano che fa dell’osservazione della realtà uno dei principali strumenti della propria ricerca artistica. Nei suoi lavori, il dettaglio, la luce, la forma e il colore assumono un ruolo centrale e contribuiscono alla costruzione di immagini nelle quali la realtà quotidiana acquista una nuova dimensione. La fotografia di Munarin non si limita infatti a documentare ciò che incontra, ma interpreta la realtà attraverso una sensibilità capace di coglierne gli aspetti più sottili. L’obiettivo diventa così uno strumento di osservazione e di trasformazione: ciò che appare familiare viene isolato, ricomposto e restituito allo sguardo con una prospettiva differente. Accanto alla fotografia, anche la grafica rappresenta un linguaggio importante nel percorso dell’artista. Le due forme espressive si sviluppano attraverso un’intensa attività professionale e creativa, caratterizzata da numerose esperienze espositive. Tra le più recenti figurano la partecipazione ad Arte Padova, le esposizioni a Monaco di Baviera e Salisburgo e la presenza nel Catalogo dell’Arte Moderna. Il rapporto di Munarin con Pescara si consolida inoltre attraverso la partecipazione ai progetti “Percorsi d’Arte Contemporanea – 70 Artisti per il Museo delle Genti d’Abruzzo”, nelle edizioni comprese tra il 2020 e il 2022.
Un legame che trova ora ulteriore continuità nell’incontro tra la sua ricerca fotografica e quella di Thon all’interno degli spazi del Museo. È proprio nel confronto tra questi due differenti modi di guardare che la mostra trova il proprio significato più profondo. La pittura di Thon evoca, trasforma e interpreta la materia, mentre la fotografia di Munarin osserva, seleziona e restituisce la realtà attraverso l’immagine. Due linguaggi distinti che non si sovrappongono, ma si completano, creando un percorso nel quale ogni opera diventa occasione di confronto con l’altra. Il passato assume così una nuova forma nel presente. Le tracce della memoria non vengono semplicemente conservate, ma attraversano lo sguardo degli artisti e acquistano nuovi significati. La materia, le forme, i colori e le immagini diventano strumenti attraverso i quali ciò che è stato continua a dialogare con ciò che è. In questo senso, “Dal passato al presente. Tra memoria e innovazione” non propone soltanto l’accostamento di due esperienze artistiche, ma costruisce un percorso di riflessione sul modo in cui l’arte riesce a mettere in relazione tempo, memoria e contemporaneità.
La mostra racconta la possibilità di guardare al passato senza rimanerne ancorati, trasformandone le tracce attraverso sensibilità e linguaggi nuovi. Pittura e fotografia si incontrano quindi in uno spazio comune, nel quale la memoria diventa materia viva e il presente diventa occasione di reinterpretazione. È in questo dialogo tra ciò che permane e ciò che cambia che l’esposizione trova la propria identità, offrendo al visitatore un percorso capace di unire tradizione e ricerca, esperienza e innovazione, passato e presente.
Dante Andrea Amicarelli

















