
Le gare per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime sono state indette già da diversi mesi, ma non sono state ancora pubblicate. Si basa su questo presupposto il rigetto, da parte del Tar, della richiesta di sospensiva contenuta nel ricorso presentato da 15 aziende balneari riunite nel Consorzio Lidi Vastesi per chiedere l’annullamento di tutti gli atti successivi alla decisione del tribunale amministrativo regionale di accogliere il ricorso dell’Autorità garante del mercato e della concorrenza (Agcm). E’ solo un altro tassello della complessa querelle che ruota intorno al demanio e al futuro delle aziende balneari.
I ricorrenti contestano la sentenza del Tar che ha imposto le procedure di gara, senza che venisse verificata la scarsità della risorsa demaniale, che è stata accertata dal Comune solo dopo la pronuncia dei giudici amministrativi che hanno disposto l’immediata attivazione delle procedure di gara per le concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo.
Lo scorso mese di luglio era stato lo stesso Comune ad annunciare che il dirigente Alfonso Mercogliano aveva provveduto a mettere in esecuzione la sentenza del Tar di Pescara, avviando le procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento delle aree demaniali ad uso ricreativo che avranno durata transitoria fino al 30 settembre 2027. L’amministrazione precisava, in quella occasione, di aver scelto questo termine di durata al fine di portare a compimento la variante al piano demaniale marittimo comunale che, come noto, è stata adottata dall’assise civica il 9 marzo scorso, ma non ancora approvata.
Nel frattempo 15 aziende balneari hanno presentato ricorso al Tar che, proprio in questi giorni, ha deciso di non accogliere la sospensiva sul presupposto che le gare non sono state ancora pubblicate sul sito della centrale unica di committenza (Cuc) dell’Unione dei Miracoli.
L’obiettivo dei balneatori – assistiti dagli avvocati Carmine Di Risio e Cino Benelli del Foro di Prato – è far verificare al giudice amministrativo l’iter seguito dall’ente locale, a partire dall’accertamento sulla presunta scarsità della risorsa demaniale.
“Il nostro obiettivo non è evitare le procedure di gara, ma far si che vengano fatte solo in presenza dei presupposti sanciti dalla direttiva europea Bolkestein”.
Così il Consorzio Lidi Vastesi aveva spiegato il ricorso al Tar, sezione di Pescara, che impone le procedure di gara. Secondo il sodalizio, presieduto da Domenico Molino, gli operatori ritengono di essere stati sostanzialmente privati del diritto al contraddittorio nel procedimento che ha portato alla sentenza n. 217/2026 del Tar Abruzzo pronunciata all’esito del ricorso promosso dall’Autorità garante della concorrenza.
I balneatori aveva anche rilevato “che la presunta scarsità della risorsa demaniale, elemento posto a fondamento della successiva procedura di evidenza pubblica, è stata accertata dal Comune soltanto successivamente alla pronuncia del Tar, mentre tale sentenza non ha effettuato alcun accertamento in merito alla sussistenza della scarsità della risorsa stessa”.
Anna Bontempo ( Il Centro)

















