sabato, Ottobre 3

Ex Sabino, si va in tribunale. Si attendono i risultati dei Ris

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Il caso dei sette lavoratori della Esplodenti Sabino morti in sei anni è stato stigmatizzato ancora una volta ieri nel corso della presentazione del libro di Roberto Mancinone ” Corpi al macello “.

A scriverlo, stamane, sulla pagina di Vasto del quotidiano dell’Abruzzo Il Centro, è la collega Paola Calvano.

L’incontro dibattito si è tenuto nella pinacoteca di Palazzo D’Avalos.

Ad organizzare l’evento è stata l’Associazione 25 aprile-Abruzzo Progressista. Ad introdurre i lavori l’assessore Paola Cianci che si è dichiarata piĂą volte vicina al comitato sorto a Casalbordino per chiedere la chiusura delle fabbriche pericolose.

La Esplodenti Sabino è stata rilevata dalla Arca Defense che produce proiettili e questo al comitato non piace.

” Vogliamo un paese sicuro e sereno per i nostri figli “, dicono . Daccordo con loro il parroco , Don Silvio Santovito.

La Regione chiamata a pronunciarsi sulla richiesta du potenziamento dell’attivitĂ  per il momento tace. Intanto però a breve sono attesi i risultati degli esami dei Ris sulla morte di Carlo Piscopo, 57 anni il capo reparto ucciso a luglio da una scheggia, durante la bonifica della ex Esplodenti.

Fra un mese invece è in programma l’udienza preliminare per la tragedia in cui il 13 settembre 2023 persero la vita tre operai: Giulio Romano, 56 anni di Casalbordino, Fernando Di Nella, 62 anni di Lanciano, e Gianluca De Santis, 44 anni di Palata. Dieci le persone indagate. Le famiglie degli operai morti pare non si costituiranno parte civile. Sono state risarcite.

Il risarcimento è stato effettuato all’interno di una crisi negoziata aziendale. Ad assistere gli indagati sono l’avvocato Arnaldo Tascione, Augusto La Morgia, Alessandra Cappa, Francesco Tascione, Stefano Vitale, Antonio Gatta, Antonio Codagnone, Giancarlo De Marco, Giuseppe D’Angelo e Sergio Della Rocca.

Il giudice Fabrizio Pasquale ha fissato l’udienza preliminare al 19 novembre.
Le accuse contestate sono omicidio e disastro colposi. Secondo gli inquirenti, sono emerse criticità significative nei protocolli di prevenzione e nelle procedure di controllo. I tre operai deceduti a seguito del disinnesco di una spoletta, a detta della Procura, dovevano operare con comandi distanza e in un locale adeguato. Alla Esplodenti Sabino è stato contestato anche l’illecito amministrativo dipendente da reato.
“A ottobre 2025 si legge stamane sul Centro –  la Esplodenti Sabino è stata rilevata da Arca Defense Italy. L’accordo fra l’azienda turca attiva nel settore della difesa e l’azienda di Casalbordino è stato siglato a Milano, dove la societĂ  con base ad Ankara ha la sua sede italiana. Per i 70 dipendenti della Esplodenti si è aperta quindi una nuova fase. L’Arca Defense Italy ha in programma circa 100 milioni di investimenti per il rilancio dell’attivitĂ  produttiva. Passaggio che a dire della proprietĂ  produrrĂ  benefici all’intero territorio. La nuova fabbrica non si occuperĂ  di demilitarizzazione di materiale esplosivo, ma dell’assemblaggio di munizioni di medio calibro. AttivitĂ  molto piĂą sicura della precedente. Non la pensa così il comitato.”

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