
Grande Vasto, la svolta è anche economica. Si parla di due milioni di euro l’anno. A darne notizia è il vice coordinatore provinciale di Forza Italia, Massimiliano Zocaro.
Nei giorni scorsi, sull’argomento, a firma di Paola Calvano, il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro ha pubblicato un ampio servizio.
La proposta di Zocaro è partire da Vasto, San Salvo, Cupello e Monteodorisio, con un percorso graduale: prima unire i servizi, poi condividere progetti e programmazione, poi valutare gli eventuali passi successivi.
Il primo passo deve essere un tavolo tra i quattro sindaci per verificare concretamente quanto potrebbe spettare, quali sarebbero i benefici economici reali, quali investimenti potrebbero essere finanziati e quali condizioni richiederebbe il percorso.
In tempi ragionevolmente brevi Zocaro inviterà Francesco Menna , Emanuela De Nicolis, Graziana Di Florio e Catia Di Fabio a sedersi attorno ad un tavolo.
Come è noto il più scettico al progetto di unione è il sindaco di Vasto Francesco Menna secondo il quale non ci sarebbero le risorse economiche. Zocaro proverà a convincerlo del contrario.
Massimiliano Zocaro. ” La realizzazione del nuovo ospedale che sorgerà in località Pozzitello al confine fra Vasto e San Salvo è di fatto una unione dei due comuni che sono già uniti sulla riviera. Attorno a località Pozzitello sorgerà un nuovo agglomerato urbano che potrebbe essere concepito già in funzione del futuro con servizi utili alla Grande Vasto.
Scendendo nello specifico Zocaro ha aggiunto:
“La novità normativa di agosto 2026”, ha spiegato al Centro Zocaro, “apre una prospettiva che merita di essere portata al tavolo attorno al quale spero, accetteranno di sedere i rappresentanti dei quattro Comuni che potrebbero unirsi : Vasto, San Salvo, Cupello e Monteodorisio. L’art. 15, comma 3-bis, del D.Lgs. 267/2000 (TUEL) porta fino a 17 anni la durata dei contributi straordinari collegati alle fusioni.
Il dato economico è importante: per gli enti con popolazione complessiva inferiore a 100.000 abitanti, il contributo è parametrato al 60% dei trasferimenti erariali del 2010, con un limite massimo di 2 milioni di euro per ciascun beneficiario, nei limiti degli stanziamenti disponibili.
Questo significa che, in presenza dei requisiti e raggiungendo il limite massimo, si può parlare di una disponibilità potenziale fino a 2 milioni di euro l’anno per beneficiario, per un periodo massimo di 17 anni. Non una somma una tantum, quindi, ma una prospettiva finanziaria pluriennale che potrebbe sostenere investimenti, infrastrutture, servizi e progettualità strategiche. È proprio questa la svolta che merita di essere verificata. La normativa ha aperto una nuova possibilità. Ora bisogna avere il coraggio di studiarla insieme”.

















