domenica, Ottobre 11

Sciopero dei dipendenti del Comune di Vasto, ora il caso è sul tavolo del Prefetto

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Approda in Prefettura lo scontro sulle progressioni economiche del personale del Comune di Vasto. È stato convocato per martedì  13 ottobre, alle 16, un incontro in modalità da remoto con le organizzazioni sindacali, nell’ambito della procedura preventiva di raffreddamento e conciliazione delle controversie collettive.

Un passaggio scontato dopo la proclamazione dello stato di agitazione del personale indetto dalle segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil come risposta all’annullamento in autotutela della procedura per le progressioni economiche orizzontali (PEO) 2025.

La comunicazione della Prefettura, indirizzata al Comune di Vasto, alle organizzazioni sindacali e alla Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, dà quindi avvio al confronto tra le parti.

Se il tentativo di conciliazione dovesse fallire, i sindacati non escludono il ricorso allo sciopero del personale comunale. 

Al centro della vertenza c’è la decisione del dirigente Vincenzo Toma  di annullare, in autotutela,  il bando per le progressioni economiche del personale comunale, una partita che interessa una platea di 133 dipendenti.

La reazione dei sindacati non si è fatta attendere. Secondo i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil “l’annullamento del bando determina un grave e ingiustificato pregiudizio economico e professionale per i 133 lavoratori aventi diritto, ai quali viene negata la possibilità di partecipare alla progressione economica 2025”.

A loro avviso “l’amministrazione non ha tenuto conto delle valutazioni e delle proposte formulate dalle organizzazioni sindacali e dalla Rsu,  che chiedevano di concludere la procedura e di affrontare eventuali vertenze individuali soltanto dopo il suo esito, nelle sedi competenti”. 

La selezione era stata indetta dal Comune ad aprile. Il 26 maggio il dirigente Toma comunicava al segretario generale Pasquale De Falco  e alla Rsu la sospensione unilaterale della procedura, motivandola con una diffida stragiudiziale presentata da un legale per conto di un singolo dipendente.

Nonostante la posizione contraria delle sigle sindacali, lo stesso dirigente  disponeva l’annullamento in autotutela del bando di selezione. La risposta dei sindacati non si è fatta attendere e dopo una partecipata assemblea sono state individuate una serie di iniziative, tra cui la proclamazione dello stato di agitazione del personale dipendente e la contestuale richiesta al Prefetto Silvana D’Agostino di convocare le parti per l’espletamento della procedura preventiva di raffreddamento e conciliazione delle controversie collettive. I sindacati non escludono, in caso di esito negativo del tentativo di conciliazione, il ricorso allo sciopero generale del personale.

Anna Bontempo (Il Centro)

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