
Omicidio colposo e violazione delle norme di sicurezza. E’ il reato contestato dalla Procura di Vasto a presidente, dirigenti, responsabili della sicurezza della Cantina sociale San Panfilo di Scerni, l’azienda in cui giovedì mattina qualche minuto prima delle 6 ha perso la vita Andrea Di Risio, 21 anni lavoratore stagionale e studente universitario prossimo alla laurea.
A riportare la notizia, stamane a firma di Paola Calvano, è il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro.
L’avviso di garanzia, con accuse tutte da dimostrare in quanto si tratta di un atto dovuto, è stato inviato a sette persone, per consentire lo svolgimento di perizie ed esami autoptici. Sono tutti residenti del vastese.
Ad assistere gli indagati è l’avvocato Gianni Di Stefano. Il legale al momento preferisce non rilasciare dichiarazioni . La famiglia del ragazzo è pronta a costituirsi parte civile ma a sua volta al momento invoca il riserbo. Agli indagati viene contestata l’inosservanza del testo unico sulla sicurezza sul lavoro.
In particolare si fa riferimento all’articolo 37 che disciplina l’obbligo per il datore di lavoro di garantire a ciascun lavoratore una formazione, informazione e addestramento sufficienti e adeguati in materia di salute e sicurezza.
Il sostituto procuratore Silvia Di Nunzio cercherà di appurare se dirigenti e responsabili della cooperativa avessero verificato come dovuto non solo il corretto funzionamento dell’impianto da pulire ma anche se il lavoro fosse stato affidato ad una persona formata allo scopo. Altre verifiche riguarderanno l’osservanza dell’articolo 18 dello stesso testo: osservanza sanitaria, fornitura dei dispositivi di protezione , organizzazione della sicurezza. Un pool di esperti valuterà se le attrezzature rispettavano le direttive comunitarie.
Stamane, sulla tragedia di Scerni, il Centro ha dedicato ampi servizi dove troverete tutti i dettagli sulla vicenda.

















