giovedì, Ottobre 29

Le incredibili rotte migratorie degli uccelli raccontate in etichetta

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Le etichette come atlanti, con ciascuna bottiglia che diventa un vero e proprio strumento di divulgazione scientifica e di sensibilizzazione ambientale, illustrando e raccontando le rotte migratorie e gli uccelli che ne sono straordinari protagonisti, per migliaia e migliaia di chilometri, tra Europa e Africa, lungo i corridoi del Mediterraneo e dell’Adriatico, che passano anche sui cieli dell’Abruzzo.
Questo il messaggio affidato alla linea di vini Pennaluna, nata dalla collaborazione tra la Cantina Sociale San Michele Arcangelo di Vasto e la Bio Cantina Sociale Orsogna e presentata al congresso internazionale dedicato all’elaborazione dell’Atlante delle migrazioni animali, svoltosi dal 9 all’11 ottobre a Vasto, con la partecipazione dei massimi esperti del settore della Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici appartenenti alla fauna selvatica (CMS).
Spiega il direttore della Bio Cantina Sociale Orsogna, l’enologo Camillo Zulli: “Pennaluna non è solo una linea di vini, ma un’ode alla libertà di miliardi di creature che percorrono i cieli seguendo rotte antiche, guidate dalle costellazioni, dai campi magnetici della Terra e dalla memoria custodita. La migrazione è una delle più grandi avventure della natura, un istinto dettato dalla riproduzione e dalla ricerca di cibo”.
Aggiunge il presidente della Cantina Sociale San Michele Arcangelo, Michele Del Borrello: “Pennaluna naviga lungo le rotte dei migratori, seguendo il volo degli uccelli tra continenti, mari e territori di sosta e nidificazione. Un viaggio che ci insegna quanto siano preziosi i corridoi ecologici, gli habitat naturali e la biodiversità”.
Non a caso, la Cantina Sociale San Michele Arcangelo è situata a poche centinaia di metri dalla chiesa della Madonna della Penna di Vasto, costruita sulle rovine dell’antica città di Pennaluce, dove si venera una statua della Madonna legata a un’antica tradizione marinara e considerata protettrice dei naviganti. La Madonna ha una piuma in mano, un richiamo al volo degli uccelli.
“L’iniziativa è nata dalla collaborazione decennale tra due cantine sociali abruzzesi, Orsogna e San Michele Arcangelo, e al centro c’è ovviamente l’agricoltura biologica e biodinamica, che diventa un atto di cura verso gli agroecosistemi e le rotte di chi li sorvola. Erbicidi, insetticidi e monocolture sottraggono infatti cibo agli insetti, che a loro volta nutrono uccelli, anfibi e rettili, compromettendo anche le rotte migratorie”, prosegue Zulli.
Le etichette sono veri e propri atlanti migratori, affidati all’ornitologo di fama mondiale Fernando Spina, consigliere per la connettività e le reti della CMS. Su di esse sono riportate mappe e rotte, distinte in tre aree geografiche. Per ora sono rappresentati l’Europa e l’Africa, con i corridoi del Mediterraneo e dell’Adriatico; a breve saranno aggiunte anche le rotte delle Americhe e dell’Asia.
Ad arricchire il valore didattico delle etichette contribuisce la descrizione delle diverse specie di uccelli migratori.
C’è, ad esempio, il falco pescatore, che a fine estate migra nell’area mediterranea e raggiunge l’Africa meridionale, attraversando il deserto del Sahara con voli continuativi di 40-60 ore; l’oca facciabianca, che dalle estreme latitudini settentrionali della Groenlandia e della Siberia raggiunge varie regioni dell’Europa settentrionale, superando con voli senza sosta migliaia di chilometri di oceano; e il gruccione, che, mantenendo stretti rapporti di “clan”, migra verso le aree di svernamento distribuite in gran parte dell’Africa, volando anche nel cuore della notte.
C’è poi la cicogna bianca, il cui nido sui tetti delle abitazioni è da sempre considerato di buon auspicio. Le sue grandi dimensioni la portano a sfruttare le correnti ascensionali di aria calda per affrontare voli di migliaia di chilometri.
Infine, la rondine, simbolo stesso delle migrazioni animali, che vola verso sud utilizzando metà dell’energia richiesta ad altri uccelli e alimentandosi di insetti catturati esclusivamente in aria. È protagonista di viaggi che possono superare i 10.000 chilometri e di spostamenti di alcune centinaia di chilometri nell’arco della stessa giornata, grazie alle riserve di grasso accumulate prima della partenza.

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