
Restituire alla collettività, in maniera più tangibile, il ricordo della chiesa di San Pietro, crollata nel 1956 a causa di una frana . E’ questo il desiderio del senatore di Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi. Un desiderio cresciuto dopo aver visto la mostra fotografica sui fratelli Di Marco, fotografi della storia che racconta la frana del 1956 che cambiò il volto di Vasto.
Stamane, sull’argomento, a firma di Paola Calvano, ha pubblicato un ampio servizio giornalistico, sentendo il Senatore di Vasto.
La mostra visitata da Sigismondi è stata organizzata dalla Pro Loco e allestita nel Chiostro della Curia Vescovile. Le centinaia di vastesi che stanno visitando l’esposizione testimoniano quanto questa pagina di storia cittadina sia ancora profondamente viva.
“Non penso, ovviamente, a una sua ricostruzione, difficile da ipotizzare vista la fragilità del sito. Penso piuttosto le opportunità offerte dalle tecnologie digitali o dall’arte contemporanea, capaci di far rivivere un’architettura scomparsa. Un esempio straordinario in tal senso è l’intervento realizzato dall’artista Edoardo Tresoldi a Siponto: una scultura in rete metallica che restituisce le forme dell’antica basilica paleocristiana, permettendo ai visitatori di percepirne gli spazi e la magnificenza. Un’idea ispirata a quell’esperienza potrebbe essere esplorata anche a Vasto, nel pieno rispetto della sicurezza del luogo, del paesaggio e della fruibilità della passeggiata di via Adriatica. L’antico portale, ancora oggi conservato, potrebbe tornare a dialogare con le forme della chiesa scomparsa attraverso strutture leggere e trasparenti in rete metallica, preservando al contempo la continuità visiva del panorama. E’ auspicabile un confronto che mi auguro possa coinvolgere l’intera città, stimolando idee progettuali capaci di recuperare e valorizzare il significato storico, sociale e architettonico della chiesa di San Pietro, trasmettendone la conoscenza alle nuove generazioni”.



















