
“Nella riserva naturale di Punta Aderci c’è ancora un numero consistente di cinghiali che danneggia le colture. Stiamo parlando di danni importanti soprattutto ai vigneti”. Michele Bosco, agricoltore e presidente dell’associazione Terre di Punta Aderci, spezza una lancia a favore dell’ordinanza firmata il 2 ottobre scorso dal sindaco Francesco Menna.
Il provvedimento dispone la cattura degli ungulati con i “Pig brig”, cioè con l’utilizzo di recinti mobili che consentono di intrappolare più esemplari contemporaneamente e di abbatterli sul posto dai selecontrollori. Un metodo che viene contestato dalle associazioni animaliste, dall’Arci caccia e dal mondo accademico, perché ritenuto particolarmente cruento. A Punta Aderci le reti verranno posizionate nell’azienda agricola Bosco: le aree individuate saranno interdette fino ad una distanza di 200 metri.
“I danni alle colture sono consistenti nonostante i dissuasori acustici ed elettrici che come azienda abbiamo installato”, dice Bosco, “proprio per questo si è resa necessaria l’adesione al progetto triennale con Regione Abruzzo, Provincia di Chieti, Istituto zooprofilattico di Teramo e Asl Lanciano-Vasto-Chieti. L’azione di controllo è finalizzata a mitigare i danni alle colture e a tutelare la pubblica incolumità. Sono state messe in atto azioni di monitoraggio che sono ancora in corso e alcuni interventi che si sono rivelati insufficienti. Per questo è stato deciso di sperimentare questo nuovo sistema che risulta molto meno invasivo perché non c’è trasporto di animali: gli esemplari catturati vengono abbattuti sul posto, prosegue l’agricoltore, “quando si passerà alla cattura e all’abbattimento nell’area dove verranno installate le reti sarà assolutamente vietato avvicinarsi a meno di 200 metri. Il tutto sarà fatto con estrema sicurezza, nel rispetto delle leggi vigenti. Chi vuole contestare deve rivolgersi ad altri, non certo a noi che siamo le vittime di tutto il sistema, siamo noi quelli danneggiati. Dispiace constatare che si pensa a tutto fuorchè al benessere di chi si alza alle 5 del mattino per andare a lavorare”, conclude Bosco.
Il ricorso alle reti “Pig brig” arriva dopo gli interventi effettuati nei mesi scorsi dal Comune che hanno permesso di abbattere 95 cinghiali nella riserva di Punta Aderci, dapprima con l’utilizzo delle gabbie e in seconda battuta con la caccia selettiva terminata a fine marzo.
In quella occasione l’assessore all’ambiente, Gabriele Barisano disse che si trattava solo di un primo passo per il contenimento degli ungulati nelle aree protette. Non sono mancate le polemiche. L’apertura della caccia nella riserva di Punta Aderci venne accolta con favore dagli agricoltori, ma contestata da alcune associazioni.
Perplessità anche sul numero di cinghiali presenti nell’area protetta che, secondo il presidente dell’Atc, Angelo Pessolano e il docente universitario Andrea Mazzatenta, erano diminuiti di oltre il 50% a causa dell’azione predatoria dei lupi.
Anna Bontempo (Il Centro)














