
“Una figura di elevato profilo curriculare”. La Provincia di Chieti spiega così la nomina di Vincenzo Toma, dirigente comunale di Vasto, a presidente della Commissione esaminatrice del concorso per sei funzionari amministrativi. Il problema era stato sollevato da quattro consiglieri provinciali – Catia Di Fabio, Graziana Di Florio, Carla Di Biase e Claudio Carretta – che avevano presentato una interrogazione al presidente della Provincia, Francesco Menna, ravvisando problemi di “opportunità”, alla luce del fatto che Toma è stato rinviato a giudizio per peculato, essendosi autoliquidato, stando alle contestazioni, la somma di 30.873 euro come “premio di risultato” per gli obiettivi conseguiti nell’annualità 2020. Il processo è in programma il 16 dicembre.
Dopo la risposta politica di Arturo Scopino è arrivata quella “istituzionale” affidata al dirigente Giancarlo Moca. Per il funzionario la scelta è ricaduta su Toma “per la competenza amministrativo-contabile di primissimo ordine, completa sui tanti aspetti delle tematiche afferenti ai profili amministrativi”.
Lo stesso dirigente precisa anche che “non è possibile prendere in considerazione la richiesta di revoca o di sostituzione avendo appreso del rinvio a giudizio il 18 novembre, quindi successivamente allo svolgimento di tutte le prove”.
Ma da Vasto il caso si accende con la presentazione di una mozione da parte del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia con cui si chiede la costituzione di parte civile del comune di Vasto, la sospensione dal servizio del dirigente con effetto immediato, il recupero delle somme e la trasmissione degli atti all’Anac.
“Ad oggi non abbiamo ottenuto nessuna risposta dal sindaco Menna e dal centrosinistra. Solo un imbarazzato silenzio”, annotano Francesco Prospero, Guido Giangiacomo e Vincenzo Suriani, “a prescindere dalle eventuali responsabilità penali, che dovranno essere accertate dalla magistratura, ci appare palese una enorme questione di inopportunità. È opportuno che un dirigente in pensione, che resta in servizio per incarico personale del sindaco, si difenda da un processo per peculato mentre continua a svolgere servizio lavorativo gratuito in Comune? È opportuno che il Comune resti spettatore passivo della vicenda ? È opportuno il silenzio del responsabile anticorruzione e trasparenza, il segretario comunale Pasquale De Falco?”.
Anna Bontempo (Il Centro)














