
Scarti di macellazione abbandonati nelle campagne, vicino alle abitazioni. Succede in località Torre Sinello dove un professionista vastese, durante una passeggiata con il cane, ha rinvenuto i resti di un suino macellato, con ogni probabilità, in casa. Oltre ad essere un comportamento incivile, l’abbandono di scarti di macellazione è anche un reato ambientale e penale che minaccia la salute pubblica e il territorio. Tra l’altro la presenza di questi sottoprodotti (sangue, ossa e carcasse), rappresenta un richiamo per i lupi che, sempre più spesso, vengono avvistati in prossimità dei centri abitati.
“Sono alla ricerca di cibo e vengono attratti da tutto ciò che è rifiuto umano”, spiega il professor Andrea Mazzatenta, docente di fisiologia al dipartimento di scienze dell’Università D’Annunzio, “i cassonetti sporchi e i rifiuti abbandonati rappresentano un richiamo. La fame li spinge in città, dove, non dimentichiamolo, esiste una preda eccezionale per i lupi: il ratto. Noi siamo pieni di roditori e i lupi stanno facendo strage anche di questi animali, quindi ci stanno aiutando. Non bisogna avere degli allarmismi inutili”, prosegue il docente universitario che suggerisce i comportamenti da evitare in caso di incontro ravvicinato.
“Con tutta la fauna selvatica bisogna avere prudenza, perché sono animali abituati a fuggire e difendersi ”, è la raccomandazione del professor Mazzatenta, “ mai avvicinarsi, mai urlare o tirare oggetti, ma indietreggiare e dare spazio di fuga. Se sono presenti un bambino o un cagnolino non bisogna prenderli in braccio, perché pur essendo una reazione umana spontanea, per l’animale selvatico è un simbolo di aggressione. Sono regole banali che i nostri nonni mettevano in pratica”, conclude il docente universitario”.
Anna Bontempo (Il Centro)















