
Ieri sera, a Cupello, si è rinnovato uno degli appuntamenti più sentiti e identitari: Lu Sant’Andonie, una tradizione popolare che da oltre quarantacinque anni richiama la comunità.
Custode di questa tradizione è la Compagnia Folkloristica Cupellese “Antonio Ricciardi”, evoluzione del primo coro fondato nel 1979 dal maestro Antonio Ricciardi e oggi guidata e diretta dal maestro Roccopaolo La Palombara.
La Compagnia ha animato le vie del paese con i canti popolari tradizionali:
• Lu Sant’Andonie (versi di autore ignoto, raccolti da Ettore Montanaro);
• Lu Sant’Andonie cupellese (musica raccolta da Antonio Ricciardi, versi raccolti da Lucio e Roccopaolo La Palombara);
• La Pastorella.
Il gruppo è composto da cantori e musicisti che accompagnano le esecuzioni con fisarmonica, strumenti a fiato e a percussione, contribuendo a creare un’atmosfera autentica e profondamente coinvolgente.
Ad arricchire le diverse tappe, le Sacre Rappresentazioni tra Sant’Antonio e il Diavolo, interpretati da due membri della Compagnia. Per l’intera serata il Santo, con saio e barba lunga, si è confrontato con il Diavolo tentatore in un simbolico duello che, come vuole la tradizione, ha visto il bene trionfare sul male.
La manifestazione ha registrato anche quest’anno un notevole successo e un’ampia partecipazione, in particolare da parte dei giovani, a testimonianza della vitalità di una tradizione capace di parlare ancora alle nuove generazioni.
Lu Sant’Andonie rappresenta un patrimonio culturale di grande valore per la comunità cupellese: una tradizione che affonda le sue radici nella storia popolare e che va preservata, coltivata e tramandata di generazione in generazione.















