
“Un buco voraginoso”. Così la minoranza consiliare definisce il disavanzo milionario registrato dalle casse municipali di Cupello, comune in predissesto finanziario e quindi soggetto ad un piano di riequilibrio. L’argomento continua ad essere al centro del dibattito politico con l’opposizione che punta l’indice contro la maggioranza di centrodestra guidata dalla sindaca Graziana Di Florio, mentre in paese c’è chi evoca l’arrivo di un Commissario prefettizio. Circostanza che l’amministrazione esclude categoricamente, sottolineando che la situazione finanziaria è sotto controllo e oggetto di continuo monitoraggio da parte della Corte dei Conti.
“Il disavanzo presunto è di circa un milione e settecento mila euro”, sostiene Dario Leone, capogruppo di Officina Cupello, “ e la principale responsabilità del predissesto è imputabile alla amministrazione comunale. A Cupello i cittadini pagano al massimo possibile l’Imu, la Tari, l’addizionale Irpef e persino le lampade votive delle tombe al cimitero. Il paese è abbandonato: strade devastate, marciapiedi fatiscenti, zone di pericolo per l’incolumità delle persone, interi quartieri al buio, devianza sociale, divisione socio-relazionale. E che dire sul randagismo? Perché questo fenomeno non viene risolto? L’incapacità politica è evidente ma, alla base di tutto, mancano i soldi. E perché mancano? Perché l’attuale classe dirigente che amministra, in passato ha prodotto un buco voraginoso”, conclude Leone.
Fin qui l’opposizione che durante l’ultimo consiglio comunale del 2025 ha abbandonato l’aula, per protestare contro l’inserimento “last minute” di alcune variazioni di bilancio, senza la convocazione dei capigruppo e senza la loro discussione nell’apposita Commissione. A tenere banco sono i conti in rosso del Comune finiti sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti.
“Le voci su un imminente commissariamento sono prive di fondamento”, ribatte la sindaca Di Florio, “la Corte dei Conti, nell’ultima deliberazione di agosto 2025, ha accertato che il comune di Cupello sta rispettando gli obiettivi del piano di riequilibrio. Il disavanzo rilevato è di natura tecnica e prudenziale (accantonamenti obbligatori per legge) e non debiti fuori controllo. I dati dell’ultimo esercizio, che stiamo consolidando per i prossimi adempimenti – le relazioni dell’organo di revisione sono semestrali – confermano un costante miglioramento del saldo e una gestione della cassa pienamente sotto controllo, in linea con le prescrizioni della magistratura contabile. Certamente, la situazione richiede rigore”, aggiunge Di Florio, “ma l’ente è operativo e il percorso di risanamento è monitorato e validato dalle autorità competenti. Ogni allarmismo è dunque smentito dai fatti e dai documenti ufficiali”.
Anna Bontempo (Il Centro)














