mercoledì, Febbraio 25

Risoluzione Paolucci e Pietrucci su sanità: “Il programma operativo da riscrivere smonta i piani della destra sul riparto delle risorse sanitarie. Se arriveranno fondi in più, dovranno servire a cancellare le tasse imposte dai governi di destra”

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“I Ministero ci chiedono di rivedere le entrate e i trasferimenti statali che incidono sulla consistenza del fondo sanitario, fra i vari rilievi ci chiedono di rivedere a ribasso la stima delle entrate. Contestualmente Marsilio fa una battaglia per avere più entrate nella ripartizione del fondo. Ora delle due l’una: se dobbiamo presentare un programma operativo con meno entrate, la testi di Marsilio cade e se saremo in grado di avere più risorse dal fondo, garantendo con meno entrate come chiedono i Ministeri, 64 milioni in meno,  bene, quelle risorse devono essere vanno restituite alla comunità dall’aumento fiscale disposto da due governi di destra nel 2011 e nel 2024, perché di fatto significherebbe  il venir meno delle ragioni che ne avevano giustificato l’innalzamento, legate agli squilibri del sistema sanitario regionale”, così il consigliere regionale e capogruppo PD Silvio Paolucci, firmatario con il consigliere Pierpaolo Pietrucci di una risoluzione sulla sostenibilità del Programma Operativo 2026–2028.

“La strada è molto accidentata. Non sarà un passaggio semplice – avvertono i due esponenti PD  – . Innanzitutto perché il Programma Operativo approvato dalla Giunta è stato oggetto di rilievi formali forti da parte del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che hanno evidenziato, fra l’altro, una sovrastima delle entrate per il 2027 e il 2028. La Regione dovrà quindi rivedere il documento, riallineando le previsioni al quadro normativo vigente, con le previsioni di riparto stabilite dal Governo Meloni. ll punto è politico: la risoluzione nasce anche con l’obiettivo di restituire centralità al Consiglio regionale che è stato commissariato con la norma Marsilio-Meloni. Ma è anche tecnico: se dal nuovo Programma Operativo, una volta corretto, dovesse comunque emergere un equilibrio di bilancio al 2028, verrebbe meno la tesi secondo cui l’attuale metodo di riparto rappresenta la principale causa delle difficoltà dei sistemi sanitari delle Regioni a bassa densità demografica perorata da Marsilio. La questione, così, non riguarderebbe il riparto in sé, ma la programmazione regionale e la corretta gestione delle risorse trasferite. In altre parole: o il sistema è finanziariamente sostenibile così com’è, a legislazione vigente, garantendo gli stessi Livelli Essenziali di Assistenza, oppure non si comprende perché le altre regioni dovrebbero approvare una modifica dello stesso consentendo all’Abruzzo esclusivi benefici.

Il tema centrale della risoluzione, oltre a far emergere questo paradosso, riguarda direttamente i cittadini abruzzesi che hanno pagato due volte l’aumento della pressione fiscale per coprire i disavanzi della sanità regionale, tutte e due le volte con governi di destra. Per questo, se la revisione del riparto nazionale dovesse produrre maggiori risorse per l’Abruzzo, proponiamo all’intero Consiglio regionale di impegnare il Presidente e la Giunta regionale a restituire alla comunità tali risorse con il taglio dell’addizionale IRPEF e dell’IRAP aumentate dalla destra. Vanno restituiti a famiglie e imprese una parte dei sacrifici chiesti per compensare uno squilibrio oramai diventato strutturale, vanificando gli sforzi per l’uscita dal Commissariamento, avvenuta nel 2016 – concludono – . L’atto impegna inoltre la Giunta a garantire piena trasparenza nella revisione del Programma Operativo, oltre a specificare innanzi alla Commissione Salute, quali sono le misure individuate (o meglio gli sforzi richiesti ai cittadini abruzzesi) per assicurare l’equilibrio economico-finanziario. È una questione di coerenza istituzionale e di rispetto verso gli abruzzesi”.

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