lunedì, Aprile 20

Ecco cosa fare quando si avvista un lupo

Condividi

Un lupo che passeggia di notte al centro di Vasto Marina e che fugge dopo essersi accorto della presenza umana; e un altro esemplare che si aggira indisturbato in pieno giorno lungo la pista ciclabile tra San Salvo e Montenero di Bisaccia, nel vicino Molise. Sono, in ordine cronologico,  gli ultimi avvistamenti , documentati da foto e video, che dimostrano, caso mai ce ne fosse bisogno, che gli animali selvatici sono presenti sul territorio comunale e si spingono sempre di più nei centri abitati in cerca di cibo. La circostanza crea preoccupazione e allarme tra i cittadini, ma gli esperti rassicurano e invitano al rispetto  di semplici regole. Come ci si deve comportare in caso di incontro ravvicinato? 

“Le raccomandazioni sono sempre le stesse”, spiega il professor Andrea Mazzatenta,  docente di fisiologia al dipartimento di scienze dell’Università D’Annunzio. “con tutta la fauna selvatica bisogna avere prudenza perché si tratta di  animali abituati a fuggire e difendersi di continuo, fin dalla nascita. Bisogna essere accorti, mantenere la freddezza e la calma e non avvicinarsi mai all’animale selvatico, anzi bisogna dare spazio di fuga, indietreggiare. Mai urlare o tirare cose perché tutto questo è controproducente. Se si ha con sé  un bambino o un cagnolino bisogna evitare di prenderlo in braccio. Anche se questa è una reazione umana comprensibile,  diventa per l’animale selvatico un simbolo di aggressione, quindi una incitazione a mordere. Dobbiamo mettere il cagnolino o il bambino dietro noi: in questo caso  è  l’adulto che si fronteggia con il selvatico e questo impedisce l’aggressione. Sono regole banali che i nostri nonni osservavano e grazie alle quali la convivenza con la fauna selvatica era possibile. Oggi invece abbiamo perso il contatto con la naturalità”.

Il docente universitario coordina da mesi uno studio sui lupi presenti in città. Ne sono stati censiti circa 20. L’obiettivo è conoscere il loro comportamento per ridurre il conflitto antropico.  Lo studio viene condotto sul territorio di Vasto con metodiche non invasive,  tra cui l’installazione di fototrappole su terreni privati previa autorizzazione; raccolta di tracce e dati ambientali; rilievi indiretti e osservazioni comportamentali sul campo. Ci sono già stati diversi fototrappolaggi, ma il professor Mazzatenta non vuole anticipare i risultati. Stesso discorso per i cinghiali che rappresentano la preda d’elezione per il lupo, superando anche ungulati come il capriolo e il cervo. 

“Il numero dei cinghiali è diminuito in città per azione del lupo, non per quella dell’uomo”, annota il docente universitario, “e questo ha portato gli animali vaganti anche a cercare altro, tipo rifiuti o altre sorgenti alimentari”.  E a proposito di cinghiali è di ieri la segnalazione giunta alla redazione del Centro circa la loro presenza nella riserva naturale di Marina di Vasto, dove gli ungulati hanno “arato” la vegetazione presente ai bordi della pista ciclopedonale per cercare cibo. 

Anna Bontempo (Il Centro)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.