
Antonio Sciorilli, dopo aver ucciso il figlio Andrea di 22 anni, avrebbe tentato di occultarne il cadavere.
E’ questa la notizia più importante emersa nel corso della conferenza stampa tenuta questo pomeriggio in un’aula del palazzo di Giustizia di Vasto dal Procuratore capo della Repubblica dott. Domenico Seccia il quale aveva al suo fianco i sostituti Miriam Manfrin e Silvia di Nunzio oltre ai vertici provinciali e locali dell’Arma dei Carabinieri.
Dinanzi a decine di microfoni e telecamere il Magistrato ha ricostruito la tormentata vicenda che ha portato alla morte di un ragazzo per mano del padre.
Tra Antonio Sciorilli ed il figlio Andrea i rapporti non erano idilliaci. Tra i due vi erano forti attriti. Nel 2024 il padre assieme alla figlia (mancava la firma della mamma) aveva presentato una denuncia-querela nei confronti del figlio. A distanza di un mese dalla presentazione quella denuncia era stata ritirata facendo venir meno i motivi dell’indagine avviata.
Negli ultimi giorni tra padre e figlio i rapporti si erano maggiormente incrinati. Antonio voleva che il figlio trovasse un posto di lavoro stabile. A tal fine aveva individuato la possibilità dell’inserimento di Andrea nel settore della Sanità che lui ben conosceva. Ma per poter aspirare a quell’impiego era necessario fare un corso di perfezionamento in un centro (Piacenza?) del nord Italia.
Il ragazzo avrebbe rifiutato quella proposta del padre e nella serata di sabato u.s. tra i due vi sarebbe stato un forte alterco. Ieri mattina nell’abitazione che si affaccia sulla Circonvallazione Histoniense Antonio ed il figlio erano soli in casa. La madre era a lavoro e la sorella vive in un’altra casa.
Proprio all’interno di quell’appartamento si sarebbe consumata la tragedia. Dopo l’ennesimo litigio Antonio Sciorilli, apprezzato dirigente della ASL 02 di Chieti, avrebbe afferrato un’ascia che custodiva in casa ed avrebbe colpito il figlio sulla fronte, su uno zigomo ed allo sterno.
Dopo averlo ucciso, in preda all’angoscia e alla disperazione, Antonio Sciorilli avrebbe trasferito il corpo del figlio dal terzo piano al garage della palazzina con l’intento di caricarlo sull’auto del ragazzo.
All’ora di pranzo, quando tutti erano in casa, Antonio probabilmente sperava di non essere visto.
I suoi movimenti hanno però destato la curiosità di un condomino che ha immediatamente chiamato i Carabinieri che sono giunti sul posto in pochi minuti.
Tutto il resto è cronaca già nota. Antonio Sciorilli ha tentato disperatamente di evitare di essere inquisito ribattendo con determinazione alle domande poste dalla dott.ssa Manfrin, dalla collega dott.ssa Di Nunzio, e dai Carabinieri. Per ore ha negato ogni addebito anche se nel frattempo i rilievi fatti dalla scientifica consentivano di accertare che l’omicidio era stato consumato nella stanza del ragazzo. Andrea sarebbe stato colpito con violenza dal padre con quell’ascia che subito dopo Antonio Sciorilli, dopo averla lavata, ha portato giù nel garage sottostante la palazzina.
Le tracce ematiche rilevate sul pianerottolo di casa e dentro l’ascensore hanno confermato quanto i Carabinieri avevano intuito sin dal primo momento.
Poi, questa mattina, verso le cinque, messo alle strette Antonio Sciorilli ha confessato di aver ucciso Andrea cadendo subito dopo in uno stato confusionale.
Ora si trova in una cella del carcere di Vasto dove viene guardato a vista dagli agenti della Polizia Penitenziaria.
Mercoledì è in programma l’autopsia presso il Santissima Annunziata di Chieti. I risultati dell’esame autoptico, come ha detto il dott. Seccia, contribuiranno a chiarire ancor più il quadro accusatorio.
Una cosa è certa: l’omicidio di Andrea Sciorilli è il retaggio di cattivi rapporti familiari.


















