
La convalida dell’ arresto di Antonio Sciorilli, 52 anni, il dirigente Asl reo confesso dell’omicidio del figlio, non ferma le indagini sul caso. La Procura ha disposto approfondimenti. Ci sono nuovi temi di indagine sui quali stanno lavorando in queste ore gli investigatori.
A riportare la notizia, stamane a firma di Paola Calvano, è il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro.
Il drammatico racconto fatto da Sciorilli durante la sua dichiarazione spontanea rilasciata al gip Fabrizio Pasquale ha dato la stura per l’esecuzione di delicati approfondimenti che potrebbero portare a inaspettati risvolti.
Antonio Sciorilli resta in carcere perchè il gip, in accoglimento delle motivazioni del pm Miriam Manfrin, ha ritenuto necessaria la custodia cautelare per pericolo di fuga, reiterazione del reato e inquinamento probatorio. Il magistrato ha parlato di esigenze cautelari da tutelare. La necessità di approfondire le indagini in virtù di quanto dichiarato dal dirigente Asl ha reso gli arresti domiciliari assolutamente inopportuni.
La misura cautelare firmata dal gip Pasquale ha la durata di un anno. Le indagini si annunciano piuttosto lunghe.
Ieri a casa della famiglia Sciorilli sono arrivati i Ris. Gli uomini del Reparto Investigazioni Scientifiche dell’Arma dei Carabinieri hanno eseguito esami di natura tecnico-scientifica sia nell’appartamento che sul pianerottolo, nell’ascensore e infine nel garage in cui è stato trovato il corpo senza vita di Andrea. Gli investigatori sono alla ricerca di nuovi elementi che li aiutino a ricostruire la corretta dinamica del fatto.
Contestualmente i colleghi della Compagnia di Vasto hanno cercato fra le cose di Andrea risposte al suo nervosismo e alla necessità di tenere con se delle armi. Perchè Andrea aveva con se un coltello? Perchè aveva un ascia? Doveva forse difendersi da qualcuno? Perchè Antonio Sciorilli ha detto di voler difendere la propria famiglia? Sono solo alcune domande a cui la procura di Vasto sta cercando di dare delle risposte.















