lunedì, Maggio 11

Cimitero nella Riserva, l’area verrà studiata con il supporto dell’ateneo di Isernia e il Cnr

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Università degli studi di Isernia, Cnr (Comitato nazionale per la ricerca), Soprintendenza, Comune, Cogecstre  e Italia Nostra insieme per il cimitero abbandonato di Punta Aderci. Nella riserva naturale non è insolito imbattersi in teschi, scheletri ed ossa: sono i resti umani dei 2.183 vastesi morti nel 1817 in seguito ad una epidemia da tifo. Quei resti spuntano dal costone, soprattutto in caso di pioggia e sono alla mercè di chiunque capiti da quelle parti. Non esiste neanche un cartello che segnali la presenza del cimitero. Ora però finalmente si muove qualcosa. 

“L’Università degli studi di Isernia e il CNR, metteranno a disposizione del Comune e della Soprintendenza, in maniera del tutto gratuita, una strumentazione all’avanguardia, molto sofisticata, che consentirà di studiare la morfologia, l’estensione, la superficie e la profondità della fossa comune”, spiega Davide Aquilano, (in foto) presidente di Italia Nostra del Vastese, “verranno utilizzate  due metodiche: il volo con drone per rilevare la profondità e l’estensione della fossa, il rapporto con la stratigrafia circostante, e l’altra quella che secondo me è la più efficace, cioè la geoelettrica che però è una metodica molto più impegnativa e richiede più tempo per portarla a termine. Si tratta di inserire dei catodi in profondità e rilevare la risposta del terreno agli impulsi elettrici. In base a queste risposte verrà  definita  la morfologia della stratigrafia di questo contesto archeologico. Il progetto dovrebbe partire a fine maggio, mentre agli inizi di giugno verrà avviata la fase di acquisizione dei dati.  L’eventuale fase di esplorazione ci sarà dopo la stagione estiva”. 

Tutti i vari passaggi e la modalità della collaborazione sono stati definiti nei giorni scorsi durante una riunione in Comune, nel corso della quale sono stati presi impegni da parte della Soprintendenza, dell’Università, del CNR, di Italia Nostra e della cooperativa Cogecstre che gestisce la riserva naturale di Punta Aderci. Si tratta di un lavoro molto complesso ed articolato che sarà a costo zero per il Comune, anche se poi sarà necessario, secondo Aquilano,  attivarsi per la ricerca di finanziamenti. 

Anna Bontempo (Il Centro)

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