
Il territorio italiano è caratterizzato dalla presenza di piccoli centri urbani dislocati in tutte le regioni. Non si tratta di un’eccezione isolata: al contrario, è la vera natura della vita popolare italiana. Qui, il tempo scorre lento, tra campagne, alberi e una densità abitativa meno accentuata.
Tuttavia, non bisogna pensare che i piccoli comuni rimangano ancorati, fermi nel loro stile di vita di un tempo. Al contrario, si stanno modernizzando a ritmi sempre più rapidi. Iniziative di collaborazione tra comuni, percorsi condivisi di crescita e una maggiore cooperazione istituzionale sono all’ordine del giorno. In particolare, è il tema della sicurezza che interessa maggiormente i comuni di dimensioni ridotte.
La sicurezza come bisogno primario
Girarci intorno è inutile: la sicurezza è uno dei bisogni più importanti di cui il territorio ha bisogno. Ogni singolo essere umano avverte il desiderio di sentirsi al sicuro in tutti i momenti della propria vita.
Secondo la piramide di Maslow, il bisogno di sicurezza è al secondo gradino. Prima di essa, troviamo soltanto i bisogni fisiologici, ossia quelli di mangiare, bere e dormire. Questo ci aiuta a capire quanto sia importante per noi esseri umani la necessità di vivere in un luogo protetto.
Il tema della sicurezza si sviluppa in numerose forme: per esempio, riguarda il desiderio di poter passeggiare per strada senza paura, oppure la possibilità di ottenere giustizia tramite i canali istituzionali dopo aver subito un danno. Conta anche il fatto di potersi rivolgere a delle forze di carattere giuridico per poter ottenere un risarcimento.
Questo argomento è da sempre soggetto a forti critiche e lamentele, tanto da parte dei cittadini quanto di alcuni membri dei comitati e delle istituzioni. Ma vediamo insieme se ci sono delle iniziative concrete per potenziare i sistemi di sicurezza, in particolare nei comuni più piccoli.
Alcune iniziative concrete
Una delle iniziative di cui si apprezza maggiormente un riscontro pratico è quella del potenziamento della rete di Polizia. Tale attività ha lo scopo di potenziare il coordinamento tra i vari corpi e le varie unità, consentendo di intervenire prontamente qualora si verifichi un illecito o una situazione di emergenza.
È risaputo che i territori più distanti dai centri urbani sono lasciati un po’ a se stessi, complice l’assenza di stazioni di polizia o di pattuglie assegnate e pronte a intervenire.
Sulla stessa scia, i comuni più periferici stanno installando una serie di telecamere PTZ, che sono uno strumento di videosorveglianza nuovo capace di riprendere quello che succede in tempo reale. Questo porta a numerosi benefici in tema di sicurezza: infatti, qualora la Polizia non riuscisse a intervenire rapidamente, facendo cadere quindi la flagranza di reato, i filmati audiovisivi possono fungere da prova concreta da portare in tribunale.
Per esempio, il fatto di cronaca avvenuto a Vasto di una donna 31enne investita da uno scooter avrebbe avuto risvolti diversi, se i due ragazzi non si fossero costituiti. La presenza di telecamere avrebbe, invece, potuto fornire agli inquirenti una prova concreta qualora i genitori dei ragazzi non li avessero convinti a offrirsi alla giustizia.
Tali strumenti di videosorveglianza risultano particolarmente utili, dunque, sia per i cittadini privati che desiderano proteggere le proprie unità domestiche, sia per i proprietari di piccole attività locali che conducono le proprie attività economiche. Si tratta di un modo pratico, economico e tecnologico per proteggere ciò che ci è più caro.
L’aumento di tali dispositivi nelle zone più isolate e più piccole della provincia di Vasto (e di tutta Italia) è una tendenza destinata a manifestare la propria forza sempre di più negli anni a venire. Saranno i dati statistici, poi, ad aiutarci a capire se effettivamente hanno una valenza anche deterrente nei confronti dei furti o di altri illeciti.














