
Il Partito Socialista Abruzzo guarda con attenzione all’accordo sottoscritto il 18 maggio scorso tra Denso, organizzazioni sindacali e Regione Abruzzo per il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria destinata ai lavoratori dello stabilimento di San Salvo.
Si tratta senza dubbio di uno strumento importante di tutela sociale che consentirà, nei prossimi 12 mesi, a circa 660 lavoratrici e lavoratori di poter contare su un sostegno al reddito in una fase estremamente delicata. Un risultato che va riconosciuto, anche grazie al lavoro svolto dalle organizzazioni sindacali e al confronto istituzionale messo in campo. Tuttavia, riteniamo profondamente sbagliato trasformare la Cassa Integrazione Straordinaria in un motivo di esultanza politica. La CIGS nasce come misura emergenziale e temporanea, non come soluzione strutturale ai problemi del tessuto industriale abruzzese.
Parliamo infatti di lavoratori che, durante questo periodo, subiranno una forte riduzione del proprio reddito, con stipendi che in molti casi si ridurranno sensibilmente, mettendo in difficoltà centinaia di famiglie. È quindi necessario affrontare il tema con serietà, rispetto e senso di responsabilità, evitando toni trionfalistici.
La vera domanda politica oggi è un’altra: quale strategia industriale ha la Regione Abruzzo per il futuro? La vicenda Denso, purtroppo, non rappresenta un caso isolato. È il simbolo di una difficoltà più ampia che coinvolge tante, troppe aziende del nostro territorio regionale, alle prese con crisi produttive, riduzione degli ordini, incertezza occupazionale e assenza di una chiara prospettiva industriale. Interi comparti strategici dell’economia abruzzese stanno vivendo una fase di forte fragilità e non è più possibile affrontare ogni singola vertenza come un episodio scollegato dagli altri. La transizione dell’Automotive, i cambiamenti del mercato internazionale, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime non possono essere raccontati soltanto come emergenze da subire o responsabilità da attribuire ad altri. Serve invece una visione industriale chiara, moderna e lungimirante, capace di accompagnare imprese e lavoratori in un processo reale di innovazione e rilancio produttivo.
Il Partito Socialista Abruzzo chiede alla Regione:
- quali investimenti concreti siano stati programmati per sostenere la riconversione e l’innovazione industriale;
- come siano state utilizzate le risorse europee del periodo post-Covid;
- quali strumenti di formazione e riqualificazione professionale siano stati messi in campo per accompagnare i lavoratori nella transizione produttiva ed energetica;
- quali politiche infrastrutturali siano previste per rendere realmente competitivo il territorio. Perché parlare di sviluppo industriale senza affrontare concretamente il tema delle infrastrutture significa ignorare uno dei principali ostacoli alla competitività dell’Abruzzo. Quando parliamo di infrastrutture non ci riferiamo soltanto alle strade, ma a un sistema complessivo fatto di collegamenti viari efficienti, manutenzione delle aree industriali, rete ferroviaria moderna, connessioni con porti e interporti, servizi logistici, approvvigionamento energetico, reti idriche efficienti e infrastrutture digitali adeguate alle esigenze delle imprese contemporanee.
In molte aree produttive della nostra regione persistono criticità evidenti: strade dissestate, collegamenti insufficienti, ritardi negli interventi di manutenzione, carenze nei servizi e difficoltà logistiche che finiscono per penalizzare sia le aziende già presenti sia quelle che potrebbero decidere di investire in Abruzzo.
L’Abruzzo non può affrontare le sfide della transizione industriale e della competizione internazionale senza un piano straordinario di ammodernamento infrastrutturale, capace di rendere il territorio realmente attrattivo, moderno e competitivo. Non basta gestire l’emergenza. Serve costruire il futuro.
L’Abruzzo ha bisogno di una politica industriale che guardi avanti, che sappia attrarre investimenti, sostenere l’innovazione, valorizzare le competenze dei lavoratori e garantire prospettive occupazionali alle nuove generazioni. Su questi temi il Partito Socialista Abruzzo continuerà a chiedere chiarezza, programmazione e responsabilità istituzionale, perché il lavoro non può essere affrontato solo nei momenti di crisi, ma deve tornare al centro di una vera strategia di sviluppo regionale.














