venerdì, Giugno 19

Renexia, adesso il dibattito si apre in Assovasto

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La riunione di Assovasto in programma oggi sarà monotematica: Renexia e la decisione di scegliere Ortona piuttosto che Vasto.

L’argomento continua a tenere banco in città e nelle ultime ore sono trapelate anche notizie che hanno alimentato nuove polemiche.

L’imprenditore Mario Puccioni, titolare della omonima industria che ha seguito tutta la vicenda, ha rivelato che per realizzare la fabbrica che produce turbine eoliche a Ortona  ” è necessario strappare al mare 40 ettari . Non occorre essere tecnici  per capire che allo stato attuale 40 ettari sul porto di Ortona non esistono . I tempi quindi si prevedono biblici e i costi non preventivabili . L’opera dovrebbe essere finanziata dal pubblico . E’ palese che Renexia abbia trovato qualche problema a Taranto dove era stata e inizialmente pianificata, ma 40 ettari strappati al mare a Ortona sono una follia burocratica .Un’opera del genere in Italia richiede come minimo 10 anni “.

L’industriale non nasconde la propria incredulità sulla realizzazione dell’impianto a Ortona.

Diversa l’opinione dell’imprenditore Emidio Salvatorelli, facente parte di Confindustria.

“Se un grande investimento sceglie Ortona invece di Vasto, il segnale che arriva dal mondo reale è chiaro: probabilmente il nostro territorio oggi non è percepito come sufficientemente attrattivo. Non è una critica a una singola persona o a una singola amministrazione”, specifica il titolare di Vastarredo.

” È una riflessione che riguarda tutti noi e che dovrebbe portarci a interrogarci su ciò che non funziona. Cosa manca oggi al nostro territorio? ll porto di Vasto è da anni oggetto di annunci, promesse e progetti che non riescono a concretizzarsi nei tempi necessari. Non è stata ancora individuata e condivisa una nuova area industriale strategica, sostenuta da una visione comune delle diverse forze politiche. La viabilità presenta criticità evidenti: camion e trasporti eccezionali condividono gli stessi percorsi utilizzati da cittadini e turisti diretti al mare. L’ingresso del porto continua a presentare elementi di promiscuità . La segnaletica stradale è spesso insufficiente, obsoleta o poco efficace. Questi non sono dettagli. Sono fattori che incidono direttamente sulla capacità di attrarre investimenti, imprese e posti di lavoro. Per questo motivo non dovremmo meravigliarci se alcune aziende scelgono altre destinazioni. Oggi dobbiamo avere l’onestà di riconoscere che siamo in ritardo”.

Paola Calvano

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