lunedì, Ottobre 5

Parco della Costa teatina, il Governo ha deciso di andare avanti per un’area protetta attesa da 25 anni

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 Il Ministero sta andando avanti con il lavoro di chiusura della perimetrazione provvisoria del Parco nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina e con le norme di salvaguardia. Il tempo stringe: il 29 settembre sono scaduti i termini per la proposta di perimetro della nuova area protetta concessi dal Tar Abruzzo che nei mesi scorsi ha accolto il ricorso del Wwf, accertato l’illegittimità dell’inerzia amministrativa e imposto il completamento delle procedure necessarie alla nascita del Parco,  la cui legge istitutiva risale al 2001. Nella nuova perimetrazione predisposta da Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) sono stati inseriti 19 comuni, mentre la superficie complessiva da sottoporre a tutela è di 11.600 ettari, concentrati a Ortona (2499), Torino di Sangro (1857), Casalbordino (1510), Vasto (1504) e Rocca San Giovanni (1217). 

La notizia che il Ministero sta andando avanti spedito è rimbalzata   a Vasto dove, venerdì sera, nei locali della Cantina Sociale San Michele Arcangelo, si è tenuto un partecipato ed animato incontro pubblico promosso dal Wwf per replicare alle tante “inesattezze” circolate e diffuse in questi giorni. Nella sala affollata erano presenti agricoltori, cacciatori, operatori turistici e comuni cittadini. I sindaci, benchè invitati, hanno disertato la riunione. Erano presenti solo l’assessore all’ambiente del comune di Vasto, Gabriele Barisano e una consigliera comunale di Fossacesia, Marina Paolucci. Non sono mancate proteste, come quella di un agricoltore presente in sala che ha inveito contro i rappresentanti del Wwf, ma senza argomentare la sua contrarietà.

Al tavolo operatori e rappresentanti di diverse esperienze abruzzesi: Camillo Zulli della Bio Cantina Sociale Orsogna, Alberto Pio Rupi della Fattoria Akape, Fernando Di Fabrizio della cooperativa Cogecstre, Fabiano Aretusi dell’Area marina protetta Torre del Cerrano, Cristian Moscone di LegaCoop Culturmedia e presidente de Il Bosso, Antonio Stroveglia di Wolftour, Cesidio Pandolfi della Cooperativa Ecotur , Filomena Ricci e  Dante Caserta del WWF.

Ad aprire l’incontro sono stati  Michele Del Borrello, presidente della Cantina San Michele Arcangelo e  Alessia Felizzi, responsabile delle Riserve naturali di Vasto. 

“Si è sentita la necessità di questo momento di confronto per ribadire alcune questioni», dice Filomena Ricci, delegata regionale Wwf, «stanno circolando notizie sul Parco che non sono sempre corrette e vere. Abbiamo deciso di fare l’incontro  nella sede della Cantina Sociale San Michele Arcangelo per far sentire un’altra campana. Non tutto il mondo dell’agricoltura è contrario alle aree protette, perché nelle aree protette l’agricoltura si può fare e spesso si possono fare delle coltivazioni di qualità che portano avanti una immagine del territorio che sia sostenibile e legata alle tradizioni. Non riesco a capire alcune prese di posizione dei sindaci”, prosegue Ricci, “ noi riteniamo che il Parco nazionale possa dare una programmazione a questo territorio. In questi anni abbiamo visto interventi scomposti e disordinati, senza una visione di insieme. Il Parco potrebbe portare risorse ed opportunità. Non comprendiamo l’opposizione da parte degli amministratori. Speriamo che incontri come questo riescano a smussare queste contrarietà».

Tante le posizioni contrarie registrate in questi giorni: contro la nascita dell’area protetta non si sono espressi solo la maggior parte dei sindaci dei comuni interessati, ma anche le associazioni di categoria (Cia e Coldiretti) e la Confindustria. Nel mondo agricolo, però, non tutti sono contro. E’ il caso di  Alberto Pio Rupi della Fattoria Akape di Paglieta,  intervenuto all’incontro promosso dal Wwf. Per l’agricoltore «la creazione di un’area protetta rappresenta sempre una opportunità. La contrarietà delle associazioni di categoria non mi sorprende, negli anni sono diventate sempre di più un braccio della politica».

Per Rupi «bisogna creare un compromesso fra la tutela del territorio e il reddito agricolo. Un territorio tutelato è capace di creare un reddito ad un imprenditore agricolo e un imprenditore agricolo è capace di tutelare il territorio».

Sulla procedura in corso per la nascita del Parco ha riferito Dante Caserta, responsabile affari legali ed istituzionali del Wwf Italia. 

«Il Ministero sta andando avanti con il lavoro di chiusura della perimetrazione e con le norme di salvaguardia”, ha spiegato, “il confronto con il territorio ha prodotto una serie di osservazioni. Noi come WWF abbiamo chiarito che la perimetrazione proposta da Ispra può essere rivista, ma non stravolta. Siamo fiduciosi che il Ministero vada nella direzione giusta».

E sull’eventuale arrivo del Commissario ha aggiunto:

 «Noi vorremmo evitarlo, riteniamo che si debba seguire la strada normale, abbiamo sempre manifestato un’ampia disponibilità da questo punto di vista. È ovvio che se dovessero esserci ostacoli, andremo avanti con il commissariamento che possiamo proporre in qualità di ricorrenti».

Anna Bontempo (Il Centro)

 

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