
La sospensione o la revisione radicale dell’iter istitutivo del Parco nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina; l’immediato recepimento delle delibere e delle osservazioni dei Comuni coinvolti e la limitazione della tutela rigorosa esclusivamente ai siti di effettivo e comprovato pregio ambientale. Sono le richieste contenute nella petizione popolare lanciata dalla Federazione Provinciale Arci Caccia Chieti che chiede alle associazioni venatorie provinciali, a quelle dei pescatori e al mondo agricolo di sottoscrivere la raccolta di firme.
La petizione è indirizzata al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase), alla presidenza della Regione Abruzzo e ai sindaci dei 19 comuni interessati dalla proposta di perimetrazione. Ed è rivolta ai cittadini, ai proprietari di immobili, agli agricoltori, agli operatori turistici, commerciali ed industriali del territorio.
L’opposizione formale al Parco è supportata da una serie di argomentazioni che vengono illustrate da Angelo Pessolano, presidente di Arci caccia provinciale.
“L’ Abruzzo vanta già una quota di territorio protetto pari a circa il 32,8% della superficie complessiva, detenendo un primato nazionale che garantisce già ampiamente la tutela della biodiversità regionale, senza necessità di ulteriori sovrapposizioni vincolistiche”, annota Pessolano, “la proposta di perimetrazione coinvolge ben 19 Comuni della provincia di Chieti, includendo impropriamente nei confini del Parco interi centri abitati, zone a fortissima vocazione agricola, aree produttive artigianali/industriali e infrastrutture logistiche vitali”.
Secondo Pessolano “l’introduzione delle misure di salvaguardia e di vincoli territoriali rigidi rischia di paralizzare lo sviluppo economico, gravare di asfissiante burocrazia il comparto agroalimentare e bloccare gli investimenti nel turismo e nelle attività collegate alla Costa dei Trabocchi”.
Inoltre, spiega il presidente dell’Arci caccia provinciale, i vincoli e i regimi autorizzativi andrebbero a colpire l’edilizia e l’urbanistica con il blocco immediato delle varianti urbanistiche; il comparto agricolo con una serie di limitazioni e restrizioni; il turismo e le concessioni balneari, le attività produttive ed estrattive, oltre al divieto assoluto di caccia e limitazioni drastiche alla pesca sportiva e professionale.
Anna Bontempo (Il Centro)
foto tratta dalla pagina Facebook dell’Arci Caccia Federazione Provinciale di Chieti

















