
Non è stata solo l’intitolazione di una biblioteca comunale, ma un omaggio che la comunità cupellese ha voluto tributare ad un amministratore “lungimirante e visionario”. Ha riservato momenti intimi e partecipati la cerimonia organizzata dall’amministrazione comunale per l’intitolazione della biblioteca al sindaco emerito Panfilo Di Silvio, prematuramente scomparso nel 2015. Alla cerimonia, che si è svolta nella sala multimediale di Cupello, hanno partecipato, oltre ai rappresentanti dell’amministrazione comunale, la moglie Giuliana Antenucci, i figli Irene e Stefano e la scrittrice Donatella Di Pietrantonio. La targa è stata scoperta dalla sindaca Graziana Di Florio, alla presenza di tantissimi cittadini radunati davanti alla struttura.
“Questo è un giorno dal profondo significato”, ha esordito Di Florio, “Panfilo Di Silvio è stato un uomo che ha segnato in maniera indelebile la storia di Cupello. La sua presenza e il suo esempio sono ancora nitidi. Conservo il ricordo di un giovane e brillante avvocato: mi ha sempre colpito per il suo essere pacato e aperto al dialogo. Era l’amico di tutti, un sindaco capace di ascoltare e farsi volere bene”.
Di Florio ha ricordato Di Silvio come un amministratore capace di guardare sempre oltre il proprio tempo.
“Quando a Cupello e in genere in Italia, si parlava pochissimo di tutela dell’ambiente, Panfilo fu uno dei principali ideatori e fondatori del Consorzio Civeta , battendosi affinchè Cupello non avesse una semplice discarica, ma una struttura pubblica all’avanguardia fondata sul riciclo e che oggi ricopre un ruolo strategico nella gestione dei rifiuti a livello regionale. Dobbiamo a lui la visione politica della Via Verde. Non era solo un amministratore, ma anche un uomo dalla sensibilità profonda”.
Toccante la testimonianza della figlia Irene che ha parlato del profondo legame con il padre, svelandone la parte privata.
La scrittrice Donatella Di Pietrantonio, che ha conosciuto Di Silvio, l’ha definito “una persona perbene, profondamente umana, sensibile ed aperta. Era un uomo colto, ma non nel senso dell’erudito, ed era straordinariamente generoso”.
La serata si è conclusa con la presentazione del progetto “Tante storie in biblioteca” e lo spettacolo teatrale “Le prime lucciole”, con i bambini del corso “Favolando” e la regia di Giuliana Antenucci.
Anna Bontempo (Il Centro)




























