domenica, Ottobre 18

Italia Nostra su Canale: “Mai visti i trabocchi”

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“In località Canale si vogliono ricostruire due trabocchi la cui presenza non risulta documentata”. Ruotano intorno a questo elemento le osservazioni presentate da Italia Nostra del Vastese sulle richieste inoltrate  da due società – Cratos e Rando – per il rilascio  di una concessione demaniale marittima pluriennale per la ricostruzione di due trabocchi  scomparsi e abbandonati.

Prima ancora di entrare nel merito dell’impatto ambientale, paesaggistico e igienico sanitario che la realizzazione di un nuovo manufatto rischierebbe di determinare, l’associazione culturale guidata da Davide Aquilano solleva il problema dell’assenza di “dati probanti sull’esistenza del trabocco”.

“Nella richiesta di concessione si fa riferimento alla presenza di alcuni fori nella roccia e di presunti residui di pali lignei, ma, per quanto risulta dai dati resi disponibili, non è stata prodotta una documentazione storico-fotografica idonea a dimostrare l’esistenza, l’esatta localizzazione, le dimensioni e le caratteristiche originarie di un trabocco in quel punto”, osserva Aquilano, “la semplice presenza di cavità nella roccia o di pali isolati non costituisce, di per sé, una prova dell’esistenza di un trabocco. Tali elementi possono infatti essere riconducibili anche a tradizionali sistemi di ormeggio e ancoraggio delle imbarcazioni, senza implicare necessariamente la presenza di una struttura sopraelevata destinata alla pesca. Per poter attribuire con certezza tali resti a un trabocco sarebbe necessario individuare un insieme coordinato di elementi strutturali – basi delle travature, ancoraggi, passerelle, piattaforme o altri resti – capace di restituire almeno in parte l’impronta dell’antico manufatto”.

A tutto questo si aggiunge – secondo Italia Nostra del Vastese – l’assenza di riscontri nel piano demaniale marittimo comunale e nella documentazione storico-bibliografica precisa. Le osservazioni dell’associazione fanno il paio con quelle depositate in Comune da 19 cittadini tra residenti e proprietari di immobili in località Canale che hanno evidenziato tutta una serie di criticità. Tornando ad Italia Nostra la questione sollevata è sostanziale.
“Se non è possibile dimostrare con sufficiente certezza che in quel preciso luogo sia realmente esistito un trabocco, non appare possibile parlare propriamente di ricostruzione di un manufatto storico. Il rischio quindi è quello di realizzare ex novo una struttura alla quale viene attribuita una preesistenza storica non adeguatamente documentata”.   

Anna Bontempo (Il Centro)

 

 

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