Il tempo che non torna. Cronaca di un sistema che chiede ai fragili di aspettare
Alle sei del mattino, in un reparto di una struttura ex art. 26 dell'Abruzzo, una donna di 65 anni riapre gli occhi dopo un'emorragia cerebrale e riconosce la voce dell'infermiere che le controlla la pressione. Alle 12.30 un signore, dopo settimane di sondino naso-gastrico, prova con il foniatra e la logopedista a deglutire i primi alimenti cremosi. Nel pomeriggio una ragazza, vittima di un incidente stradale con frattura di tibia e femore, muove i primi passi in palestra con le stampelle canadesi. È la memoria del corpo, che si ricostruisce solo se l'équipe riabilitativa resta accanto, giorno dopo giorno, con competenza e tempo.
Quel tempo è oggi la risorsa più risicata del sistema accreditato ex art. 26 della legge 833 del 1978. Non manca la vocazione, non manca la competenz...













