giovedì, Maggio 7

Sanità: strutture ex art. 26, la riforma deve “atterrare” sul territorio 

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In relazione al Programma Operativo 2026–2028 presentato al Tavolo permanente della Salute,  Daniele Leone, delegato sindacale RSA FP CGIL e componente del Tavolo Tariffe – sottogruppo  RSA, RA ed ex art. 26, ha trasmesso all’Assessora regionale alla Salute Nicoletta Verì una nota  istituzionale che richiama un punto centrale: l’equilibrio economico-finanziario del sistema può  essere credibile solo se include la rete sociosanitaria accreditata che, ogni giorno, garantisce la  presa in carico della fragilità, della disabilità e della cronicità lungo il continuum ospedale–territorio. 

«Nei centri di riabilitazione accreditati e convenzionati ex art. 26 della L. 833/1978 si concentrano  oggi bisogni clinico-assistenziali complessi: anziani fragili con cronicità, persone con esiti di ictus ed  emorragie cerebrali, pazienti con patologie neurodegenerative (SLA, Parkinson, demenze),  riabilitazione post-frattura di femore e percorsi di salute mentale e riabilitazione psichiatrica. È su  questa filiera territoriale che si misura la capacità del sistema di garantire continuità e appropriatezza  assistenziale», sottolinea Leone. 

Rette ferme da anni: serve un adeguamento strutturale 

La nota evidenzia che le rette riconosciute alle strutture sociosanitarie accreditate e convenzionate  ex art. 26 della L. 833/1978 risultano ferme da anni, mentre i costi reali dell’assistenza e della  gestione sono aumentati in modo significativo (farmaci e presidi, energia e riscaldamento, servizi  esternalizzati, logistica e manutenzioni). Quando la distanza tra valore riconosciuto e costo effettivo  diventa strutturale, non si colma con semplici “ottimizzazioni” interne: si genera un rischio per la  continuità dei percorsi e per la capacità di mantenere standard adeguati di qualità e sicurezza. 

Coerenza con la riforma nazionale: il territorio non è marginale 

Secondo Leone, il Programma Operativo regionale deve essere coerente con i principi della legge delega di riforma del SSN: continuità ospedale–territorio, integrazione socio-sanitaria, presa in  carico della non autosufficienza e della salute mentale. «La riforma non può restare un enunciato:  deve tradursi in programmazione e strumenti operativi nei presìdi territoriali che reggono cronicità e  fragilità, nel perimetro dell’art. 32 della Costituzione». 

Riconversione e nuovi setting: una programmazione vera, non uno slogan 

La nota propone di riaprire in modo strutturato il confronto sulla riconversione del mondo  sociosanitario, definendo una cornice di programmazione e di sostenibilità economica coerente. In  particolare, viene chiesto di pianificare nuovi setting e percorsi dedicati ai bisogni emergenti e  all’evoluzione demografica: 

percorsi e moduli dedicati a demenze e non autosufficienza, con presa in carico riabilitativa  e assistenziale integrata; 

percorsi specifici per patologie neurodegenerative e complesse (es. SLA, Parkinson); 

autorizzazione di centri diurni dedicati all’autismo, prioritariamente presso strutture  già accreditate, valorizzando competenze ed esperienza maturate sul territorio; 

integrazione strutturata con la salute mentale nel modello distrettuale/territoriale, anche  attraverso l’attivazione di setting diurno-riabilitativi per bisogni psichiatrici non residenziali  e la messa a sistema di ambulatori accreditati e convenzionati (psichiatria e psicologia),  in continuità con i percorsi di ricovero e con i servizi territoriali. 

«Se la Regione intende utilizzare la rete ex art. 26 come infrastruttura territoriale reale, deve  renderne possibile l’evoluzione con regole chiare, percorsi integrati e obiettivi misurabili,  accompagnati da un valore tariffario adeguato che consenta cure complesse in sicurezza e 

continuità», conclude Leone. «Parliamo anche di un settore che, in Abruzzo, sostiene occupazione  qualificata per circa 3–4 mila operatori: tenerlo ai margini significa indebolire la capacità di risposta  dell’intero sistema». 

Daniele Leone – Infermiere, delegato RSA FP CGIL

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