martedì, Febbraio 17

Tomba profanata, oggi sono in tre dal giudice

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Hanno profanato e distrutto una cappella all’interno del cimitero di Cupello e, usando attrezzi agricoli rubati poco prima, hanno estratto una bara dal loculo e l’hanno aperta convinti di trovare al suo interno oggetti in oro.

A riportare la notizia, stamane, a firma di Paola Calvano, è il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro.

Gli autori dello scellerata incursione identificati dai carabinieri oggi compariranno davanti ai giudici del Tribunale di Vasto. Sono tre giovani di diciannove anni residenti a Cupello: F.D.F., M.M. e A.D.G.. Il procuratore della Procura della Repubblica del tribunale di Vasto, Domenico Seccia, ha chiesto nei loro confronti il processo con rito immediato. I tre indagati compariranno davanti al giudice monocratico. A difenderli gli avvocati Alessandro Orlando, Alessandro Besca e Davide Memma.

Ad accorgersi di quello che era accaduto è stata una signora la mattina dopo. La donna si è recata al cimitero per fare visita ai propri defunti e si è trovata davanti a una scena surreale. La cappella era stata distrutta e davanti c’era la bara aperta. Sconvolta, ha chiamato un’agenzia di servizi funebri che a sua volta ha avvisato i carabinieri e la polizia locale. Dopo i rilievi del caso, la bara è stata sigillata e rimessa al proprio posto. Grazie alle indagini avviate dai carabinieri i responsabili dell’incursione sono stati identificati.
A parere della Procura il gesto dei tre era diretto o a sottrarre monili in oro e altri oggetti di valore dal loculo.

L’avvocato Orlando per il suo assistito chiederà il rito abbreviato. I proprietari della cappella danneggiata, la famiglia Marchesani, nota e stimata famiglia del paese, attraverso il loro legale, l’avvocato Antonello Cerella, annunciano la costituzione di parte civile e la richiesta di risarcimento del danno provocato.
Il raid era avvenuto la notte del 7 giugno scorso.

 

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