mercoledì, Febbraio 18

Vasto, per peculato sfilano i testi della difesa

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C’è anche il sindaco Francesco Menna tra i testi della difesa nel processo a carico di Vincenzo Toma, dirigente comunale (oggi con contratto di collaborazione gratuita) rinviato a giudizio per il reato di peculato. Stando alle contestazioni  Toma, difeso dall’avvocato Francesco La Cava del foro di Isernia, avrebbe disposto, in favore di se stesso, il pagamento della somma di 30.873 euro come premio di risultato per gli obiettivi conseguiti nell’annualità 2020.

Ieri c’è stata la seconda udienza, nel corso della quale sono stati chiamati a deporre due dipendenti comunali, Irene Papiccio e Carmine Di Ienno e due componenti del collegio dei revisori dei conti in carica all’epoca dei fatti: Giovanni Di Mascio e Dario Di Donantonio.

La prossima udienza – che il presidente del collegio Italo Radoccia ha fissato per il 19 maggio, alle ore 10.30 – vedrà invece come testi Menna e il dirigente Alfonso Mercogliano.

Molta attesa la testimonianza del sindaco, anche alla luce del fatto che il Comune – parte lesa nel procedimento – non si è costituito parte civile, scatenando le polemiche dell’opposizione consiliare. L’obiettivo della difesa è scardinare l’accusa, tentando di dimostrare che la liquidazione del premio di risultato contestata a Toma sia avvenuta in presenza di obiettivi ed indicatori  fissati a monte dalla giunta, al contrario di quanto sostiene  l’accusa.  

Anna Bontempo (Il Centro)

 

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