venerdì, Marzo 13

Cupello, Società civile per il NO nel Referendum costituzionale

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In vista della consultazione referendaria del 22-23 marzo, Società civile per il NO organizza, domenica 15 marzo alle ore 17:30, un incontro pubblico presso la Sala consiliare del Comune di Cupello.

Presenteranno le ragioni del NO Marco Alessandrini, avvocato e già sindaco di Pe-scara e Angelo Mariano Bozza, magistrato aderente al comitato Giusto dire NO e già presidente del Tribunale di Pescara.

Abbiamo voluto parlarne con due figure direttamente e diversamente impegnate nei percorsi giuridici – un avvocato e un magistrato – per coglierne i punti di vista e comprendere meglio le ragioni del NO.

Società civile per il No di Cupello ha poi organizzato alcuni incontri di approfondi-mento che si sono tenuti e si terranno presso la sede di Officina Cupello (che ringra-ziamo per la preziosa ospitalità) l’8, il 12 e il 16 marzo.

La riforma costituzionale promossa dal Governo e dalla maggioranza che lo sostie-ne, intervenendo su ben sette articoli della Carta fondamentale, avrebbe meritato un percorso più aperto e un confronto parlamentare non blindato.

La riforma va ad incidere su uno dei tre Ordini fondamentali del sistema democrati-co, quello della Magistratura che, sia nella formulazione vigente che in quella even-tualmente futura dell’articolo 104 della Costituzione, è definita ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.

L’autogoverno della Magistratura è ovvio presupposto per l’autonomia e l’indipen-denza della stessa ed è per questo motivo che una riforma di tale portata avrebbe meritato un percorso più sereno.

Il Governo ha poi voluto escludere dal voto circa cinque milioni di cittadini che vivo-no lontani dalle loro residenze per motivi di lavoro e studio.

Nonostante dal Parlamento sia giunta questa richiesta, il Governo l’ha respinta, mo-strando mancanza di sensibilità verso tanti cittadini che avrebbero potuto votare senza onerosi e veloci spostamenti verso la loro residenza.

Trattandosi di un referendum costituzionale, questa scelta tradisce lo spirito di una maggioranza che non sente come un dovere il massimo coinvolgimento dei cittadini su scelte fondamentali.

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