venerdì, Maggio 1

I balneatori di Vasto dopo la sentenza del Tar: “Confidiamo nei controlli sulla risorsa naturale”

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Chiedono l’applicazione corretta della direttiva Bolkestein, ma confidano nella “non scarsità della risorsa naturale” (cioè la spiaggia) per evitare le gare. E’ questa, in estrema sintesi, la posizione dei balneatori vastesi, rilanciata all’indomani della sentenza del Tar di Pescara che ha accolto il ricorso presentato dall’Autorità garante della concorrenza e del libero mercato (Agcm), annullando gli atti impugnati e condannando  il Comune al pagamento delle spese di lite nella misura di 4mila euro in favore dell’Autorità garante.

Al centro del contenzioso ci sono le concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative che per i giudici amministrativi pescaresi devono essere assegnate “senza alcuna ulteriore dilazione, con l’indizione di una trasparente, imparziale e non discriminatoria procedura selettiva”.

Una sentenza che mette un punto fermo; ma ci sono altri aspetti che vanno ad aggiungersi, come tasselli di un complesso puzzle, all’annosa querelle. Cioè il procedimento avviato dal Comune di Vasto, su richiesta di quindici aziende balneari, finalizzato all’accertamento della scarsità della risorsa naturale (spiaggia), attraverso una mappatura. 

In pratica gli uffici comunali del settore demanio marittimo dovranno effettuare una ricognizione sul litorale. Si tratta di un atto ritenuto particolarmente significativo dai balneatori che si sono appellati alla direttiva comunitaria in vista delle aste che dovranno essere indette. La scarsità della risorsa naturale è il presupposto che fa scattare la procedura selettiva (le aste pubbliche previste dalla direttiva Bolkestein), ma deve essere valutata secondo criteri verificabili.

“I balneatori di Vasto, ma anche quelli di tutta Italia, vogliono l’applicazione corretta della direttiva servizi, cosiddetta Bolkestein, ed in particolare dell’articolo 12”, spiega Domenico Molino, presidente del Consorzio Lidi vastesi, “a Vasto è stato avviato un procedimento per valutare la scarsità della risorsa. Noi l’abbiamo chiesto e l’amministrazione, che ringraziamo,   lo ha posto in essere. Riteniamo che a Vasto non ci siano problemi di scarsità di risorsa, e quindi la direttiva non incide sulla nostra città. Qualora, invece, da questa operazione dovesse emergere  il contrario, noi continueremo la nostra strada per avvalorare che su 16 chilometri di costa,  di cui 3,2 impegnati,  non c’è scarsità della risorsa, e lo faremo presso tutte le sedi consentite dalla legislazione italiana, e  nel rispetto della legge europea, che noi vogliamo venga applicata”, conclude Molino. 

Nel frattempo sono scattati i 60 giorni di tempo per presentare osservazioni alla variante al piano del demanio marittimo adottato dal consiglio comunale il 9 marzo scorso. 

Anna Bontempo (Il Centro)

 

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