
“Sono questioni interne che riguardano l’associazione. Al momento non abbiamo ancora deciso nulla”. Il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani taglia corto. Contattato dal Centro sulle dimissioni del presidente regionale Gianluca Casciato e di cinque membri del consiglio direttivo, si limita a dire solo che da Roma seguono la vicenda e che ci saranno “i passaggi statutari”, smentendo l’arrivo di un commissario.
Nessuna anticipazione sulle mosse, nessun commento su quello che è accaduto in Legambiente Abruzzo che, ad occhio e croce, non sembra cosa da poco. Del resto non capita tutti i giorni che sei componenti su nove del consiglio direttivo di una delle più grandi associazioni italiane si dimettano in massa.
“Saprete tutto nel momento in cui verranno prese le decisioni”, aggiunge Ciafani, dichiarando conclusa la breve conversazione telefonica.
A questo punto sono due le ipotesi che si profilano: affidare le redini dell’associazione a Donatella Pavone, direttrice di Legambiente Abruzzo come era già successo nel 2025 dopo le dimissioni di Silvia Tauro. O nominare un commissario che traghetti il “Cigno verde” verso l’assemblea.
Nei prossimi giorni forse se ne saprà di più, anche se al momento restano misteriose le ragioni alla base delle dimissioni. Sia Casciato che gli altri consiglieri dimissionari – i cui nomi non sono stati diffusi – mantengono il più stretto riserbo. Si rincorrono solo voci, che, ovviamente, nessuno conferma. Certo è che la vicenda tiene banco. L’ associazione ambientalista solo un anno fa aveva nominato ai vertici regionali il vastese Gianluca Casciato, avvocato e già vice presidente regionale. La notizia delle dimissioni dalla carica è stata data dallo stesso Casciato con una nota diffusa giovedì pomeriggio.
“La decisione non è stata né semplice, né impulsiva, ma rappresenta l’esito di una riflessione approfondita”, aveva spiegato Casciato, “non ci sono più le condizioni necessarie per svolgere il mio ruolo in modo efficace, sereno e coerente con i principi che dovrebbero guidare l’azione associativa”.
Casciato, 51 anni, era stato eletto presidente di Legambiente Abruzzo il 7 giugno 2025 a Pescara, con un programma tutto incentrato sulla transizione ecologica ed energetica come strumento per affrontare le grandi emergenze globali e locali. Aveva preso il posto di Silvia Tauro che si era dimessa il 29 marzo 2025 per motivi personali, lasciando la presidenza dopo appena due anni. Insomma, nel giro di appena tre anni Legambiente Abruzzo ha cambiato due volte i suoi vertici. Adesso si attendono le decisioni da Roma. Segneranno sicuramente l’inizio di una nuova fase che dovrà portare, necessariamente, alla elezione di un nuovo presidente e di un nuovo direttivo.
Anna Bontempo (Il Centro)














