
E’ durata pochi minuti ieri mattina l’udienza preliminare per la tragedia alla Sabino Esplodenti in cui il 13 settembre 2023 persero la vita tre operai: Giulio Romano, 56 anni di Casalbordino, Fernando Di Nella, 62 anni, di Lanciano, e Gianluca De Santis, 44 anni, di Palata.
Nessuna delle dieci persone indagate era in aula ma non c’erano nemmeno i legali che assistono le vittime. Questo perchè le famiglie degli operai morti non si costituiranno parte civile. Sono state risarcite con circa un milione di euro a famiglia.
Il risarcimento è stato effettuato all’interno di una crisi negoziata aziendale.
Nel registro degli indagati compaiono i nomi di dieci persone, tra vertici aziendali e responsabili della sicurezza: Gianluca Salvatore, Sabino Salvatore , Massimo Salvatore, Marco Salvatore, Carlo Piscopo , Giustiniano Tiberio, Barbara Palestini, Massimiliano Sarrocchi , Giuseppe Gala, Angela Scagliuso. Le accuse contestate sono omicidio colposo e disastro colposo. Secondo gli inquirenti, sarebbero emerse criticità significative nei protocolli di prevenzione e nelle procedure di controllo. I tre operai deceduti a seguito del disinnesco di una spoletta a detta della Procura dovevano operare con comandi distanza e in un locale adeguato. All’Esplodenti Sabino è stato contestato anche l’illecito amministrativo dipendente da reato.
” Abbiamo risarcito tutti i familiari delle vittime così avevamo fatto per il primo incidente “, ha spiegato l’avvocato Arnaldo Tascione che assiste gli accusati insieme ai colleghi Augusto La Morgia, , Alessandra Cappa, Francesco Tascione, Stefano Vitale, Antonio Gatta, Antonio Codagnone, Giancarlo De Marco , Giuseppe D’Angelo e Sergio Della Rocca .
” Al momento non siamo entrati nel merito delle responsabilità “. In aula i difensori hanno poi eccepito la nullità di 4 notifiche a comparire per altrettanti imputanti chiedendo quindi il rinvio dell’udienza . Così è stato. Il giudice Fabrizio Pasquale ha rinviato l’udienza preliminare al 19 novembre.
Paola Calvano















