domenica, Giugno 21

In ricordo dell’Ing. Claudio Pepe

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È passato un mese. Un mese intero da quando il nostro mondo è diventato improvvisamente più freddo e più vuoto senza di te.

Dicono che il tempo aiuti a guarire, ma la verità è che in questi trenta giorni il silenzio ha solo fatto più rumore. Ci ritroviamo ancora a guardare il telefono sperando di vedere il tuo nome sullo schermo, con il solito messaggio “Io sono a casa. Se uscite fatemelo sapere” o a pensare “questo devo assolutamente raccontarglielo”, per poi scontrarci con la realtà.

Fa male accettare che il futuro non avrà più la tua voce, le tue risate, la nostra complicità. Ci  manchi in modo devastante, amico nostro. Ovunque tu sia, speriamo ti arrivi l’eco di tutto il bene che ti abbiamo voluto e che ti vorremo sempre.

Gaetano, Pino e Mario.

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Lettera alla redazione.

Caro Gaetano,

Ti scrivo con il cuore a pezzi e un peso sull’animo che fatico a sopportare. La devastante notizia della scomparsa del nostro caro Claudio mi ha gettato in uno stato di profonda angoscia e di tristezza infinita.

È un dolore sordo e difficile da accettare. Custodirò per sempre il privilegio immenso di aver incrociato il mio cammino con il suo: Claudio non era solo un amico, ma una mente brillante, un faro e una fonte inesauribile di prezioso confronto. Nutrivo per lui una stima assoluta e incondizionata. Ora il vuoto che lascia è assordante, ma il suo ricordo troverà un rifugio sicuro dentro di me e non mi abbandonerà mai

“La morte è la curva della strada, morire è solo non essere visto. Se ascolto, sento i tuoi passi esistere come io esisto.”

— Fernando Pessoa

Un forte abbraccio,

Daniele Fiore

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