mercoledì, Giugno 24

 La Uil chiama a raccolta i dipendenti comunali: “Tutti sul piede di guerra per la sospensione della Peo”

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 La Uil chiama a raccolta i dipendenti comunali. E’ in programma oggi, dalle 11 alle 14, nella sala Aldo Moro degli ex Palazzi scolastici,  un’assemblea generale del personale nel corso della quale verranno concordate eventuali iniziative in risposta alla sospensione della procedura relativa alle progressioni economiche orizzontali (PEO) per l’anno 2025, disposta dal dirigente del Settore I, Vincenzo Toma il 26 maggio 2026. 

“Durante l’assemblea  il personale sarà dettagliatamente ragguagliato sugli sviluppi e verranno concordate e varate le più dure iniziative vertenziali e di lotta necessarie a sbloccare immediatamente le PEO e a tutelare i diritti salariali dei lavoratori del Comune di Vasto”, spiegano Davide Farina e Alessandro Mobilia, della Uil Fp Chieti, secondo i quali sono a rischio 45 mila euro e i diritti di 65 lavoratori.  

Nel corso dell’incontro convocato dall’amministrazione comunale di Vasto per discutere della sospensione della procedura relativa alle progressioni economiche orizzontali per l’anno 2025, la UIL Funzione Pubblica ha espresso una fortissima critica, censurando fermamente l’operato dell’ente prima nel metodo e, successivamente, nel merito giuridico della scelta di bloccare la procedura. 

“Sul piano procedurale abbiamo denunciato come il provvedimento di sospensione sia viziato all’origine”, spiegano i sindacalisti, “l’amministrazione comunale ha infatti avviato il confronto interloquendo esclusivamente con la RSU ed escludendo le organizzazioni sindacali territoriali firmatarie del CCNL, violando il sistema duale previsto dal D.Lgs. 165/2001. Un errore metodologico gravissimo potenzialmente configurabile come condotta antisindacale ai sensi dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori.  

Ciò che desta profonda perplessità è che un dirigente pubblico abbia attribuito a una diffida stragiudiziale inviata dal legale di un singolo dipendente un’efficacia paralizzante superiore agli atti degli organi di controllo e della stessa delegazione trattante”, annotano Farina e Mobilia, “così facendo, si è scelto di delegittimare un percorso negoziale complesso (CCDI) già perfezionato, sottoscritto e asseverato”. 

Per i due rappresentanti sindacali le responsabilità sulla sospensione della procedura relativa alle progressioni economiche sarebbero da attribuire “all’arroccamento delle posizioni verticistiche”.   

Anna Bontempo (Il Centro)

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