
Caro Sindaco, noto in queste ultime settimane un suo insolito quanto frenetico attivismo nel denunziare le manchevolezze e le disfunzioni della Sanità nel nostro territorio. La cosa ovviamente non mi dispiace perchè so che lo fa ai fini del bene comune ed anche perchè gran parte delle sue critiche mi sono permesso di farle anch’io.
Mi consenta però di dirle con assoluta onestà intellettuale che trovo inadatta la modalità adoperata, e cioè il ricorso quasi ossessivo alla tastiera di Facebook e di altre similari diavolerie.
Un sindaco dovrebbe muoversi, a mio giudizio, su un altro piano e con altre metodologie intervenendo sul piano istituzionale ed in quelle sedi deputate dove può esercitare tutto il potere che gli è dato.
A cominciare dal Comitato Ristretto dei sindaci, l’organismo cui spetta il controllo dei bilanci della Asl e dell’operato del Direttore Generale, da cui Lei ha però deciso l’anno scorso di uscire, ma all’interno del quale può forse contare sulla solidarietà dei colleghi che ne fanno parte.
Consideri, caro sindaco, che molte questioni importanti arriveranno tra breve in discussione su quel tavolo come l’atto aziendale appena licenziato dal Direttore generale, così come l’organizzazione degli ospedali di comunità, così come la gara per la realizzazione del nuovo ospedale e che quindi in questa fase delicatissima della politica sanitaria locale sarebbe preferibile ricercare il confronto, magari anche duro, sui problemi piuttosto che lo scontro e sorvolare, bon gré mal gré, anche su eventuali sgarbatezze eventualmente subite.
Mi scusi lo sfogo.
Distinti saluti
Peppino Tagliente















