giovedì, Luglio 9

La Conviviale: “Una tragedia annunciata, intollerabile e criminale”

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Questa mattina il suolo della ex Esplodenti Sabino è tornato a macchiarsi del sangue dei lavoratori: un’esplosione ha ucciso un operaio e ne ha feriti altri. Una tragedia annunciata, l’ennesima, intollerabile e criminale. È necessario ricordare la cronologia di questa strage infinita per capire l’assoluta gravità di ciò di cui stiamo parlando: nel 1992 un lavoratore viene ucciso da un’esplosione; nel 2009 due operai rimangono gravemente feriti, uno dei quali riporta ustioni su gran parte del corpo; nel 2020 una deflagrazione uccide sul colpo 3 dipendenti; nel 2023 ancora tre operai uccisi mentre si guadagnavano il pane.

Il lavoro continua a fare vittime con la ferocia di un sistema che inserisce le vite umane in un cinico calcolo costi/benefici. Guarda caso, i costi in vite umane li paga sempre chi lavora, mentre chi beneficia dei risparmi sulla sicurezza incassa i profitti.

Esprimiamo la nostra totale solidarietà e vicinanza ai familiari della vittima e a tutti i lavoratori della ex Esplodenti Sabino, ai quali era stato ipocritamente garantito che la fabbrica avrebbe visto investimenti massicci in sicurezza e che i rischi sarebbero stati azzerati.

Sentiremo nelle prossime ore il cordoglio di chi ha sostenuto la riconversione dello stabilimento verso la produzione di armi, ma ne sentiamo già la puzza di ipocrisia. Come si conciliano le belle parole dell’assessora regionale Magnacca, che solo qualche tempo fa rassicurava il territorio parlando di “notizie confortanti”, di “oltre 100 milioni di euro di investimenti” e di un lavoro che si sarebbe svolto “tutto in sicurezza”? Secondo l’assessora, “era necessario ridare vita a questa azienda con tutte le certezze e le garanzie che le istituzioni possono dare”.

Oggi l’unica certezza rimasta sull’asfalto sono le vittime di un modello che produce profitto privato e distribuisce morte collettiva; un modello che, attraverso il suo legame profondo con l’industria bellica, genera fronti di guerra sia dentro che fuori le fabbriche.

Di cordoglio istituzionale e lacrime di coccodrillo ne abbiamo abbastanza. Occorrono azioni politiche immediate: blocco immediato della produzione con garanzia del salario intero pagato dall’azienda a tutti i lavoratori e riconversione ecologica e civile definitiva della ex Esplodenti Sabino.

La vita non è una merce. La sicurezza non è un costo. Ora, la risposta immediata dei lavoratori, delle lavoratrici e dei sindacati non può che essere una sola: mobilitazione e lotta per la sicurezza, la vita e il salario.

Casa del Popolo “La Conviviale” – Vasto (CH)

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