sabato, Agosto 22

Jois Pedone, la famiglia non si arrende. I parenti non credono al suicidio: “Il corpo va riesumato”

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Jois Pedone come Liliana Resinovich, la 63enne di Trieste considerata in principio suicida e ora al centro di un’inchiesta per omicidio.

La famiglia del giovane intende chiedere la riesumazione della salma dello studente morto a 19 anni la notte fra il 21 e 22 agosto di 4 anni fa.

A pubblicare la notizia, stamane, a firma di Paola Calvano, è il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro.

Una morte inaspettata, archiviata come suicidio ma avvolta da tanti interrogativi. Troppi a parere del legale della nonna di Jois, l’avvocato Francesco Bitritto che è alla ricerca di un medico legale a cui, qualora la Procura di Vasto accettasse la riesumazione, affidare l’incarico di rivedere e approfondire i risultati dell’autopsia eseguita 4 anni fa per rispondere ai tanti quesiti rimasti senza risposta .

” Sono tanti gli elementi che portano ad escludere un suicidio e troppe le lacune nelle indagini “, ha dichiarato stamane al Centro l’avvocato Bitritto.

La morte del ragazzo suscitò molto scalpore anche perché, al di là della sua giovane età e delle circostanze in cui fu ritrovato il corpo.

Si parlò di implicazioni con sette sataniche e con una sacerdotessa, ma anche di un patto di sangue stretto con la ex fidanzata, compiuto bucandosi le dita e bevendo il sangue l’uno dell’altra, e di un falò che si sarebbe tenuto in spiaggia quella stessa sera.
La Procura di Vasto ha indagato a lungo per istigazione al suicidio, ma a Vasto sono tanti a pensare che Jois sia morto nel corso di un tragico rituale.

Ulteriori dettagli sulla notizia li ha pubblicati stamane Il Centro.

 

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