
Il Consiglio Comunale di Vasto l’11 giugno u.s. ha preso atto dello studio inerente la modifica della perimetrazione delle aree di pericolosità in località Montevecchio nonché dell’apposizione della fascia di rispetto ed aggiornamento dell’orlo di scarpata in località Piazza Marconi, via Tre Segni e San Michele, per l’attuazione delle procedure di aggiornamento, ai sensi degli articoli 24 e 20 delle NTA, del Piano di Assetto Idrogeologico.
La decisione è stato il frutto delle sollecitazioni ricevute nel corso degli ultimi anni dalla Regione Abruzzo che ha censito ed individuato le aree a rischio del territorio regionale e, di conseguenza, anche di quelle ricadenti nel territorio comunale di Vasto Non a caso con una determina dirigenziale nel mese di dicembre del 2023 il Comune di Vasto aveva conferito al geologo Dott. Luigi Di Totto l’incarico per ls redazione degli elaborati necessari ad attivare la modifica della perimetrazione delle aree di pericolosità del PAI per le are su menzionate.
A fine giugno u.s. per l’esame dell’argomento era stata convocata la Commissione Consiliare “Assetto ed Utilizzazione del Territorio” i cui componenti avevano chiesto di poter prendere visione della reale situazione attraverso un sopralluogo da effettuare alla presenza dello stesso geologo dott. Di Totto e dei tecnici comunali.
Nel frattempo è avvenuto un fatto nuovo. Al rientro dalla pausa ferragostana i componenti la Giunta Municipale ed alcuni funzionari del Comune di Vasto hanno ricevuto una PEC, a firma dell’Amministratore Delegato della Molino Costruzioni S.r.l. Filippo Molino, con la quale la Società propone l’applicazione degli istituti della perequazione e compensazione urbanistica di cui agli articoli 47 e 48 della L.R., Abruzzo del 20 dicembre 2023 n. 58.
In sostanza la Molino Costruzioni è proprietaria di terreni ubicati sulla Collina di Montevecchio facenti parte di un Piano di Lottizzazione approvato dal Comune di Vasto e successivamente oggetto di convenzione urbanistica.
Nell’ambito di detto Piano Il dott. Filippo Molino ricorda che nel tempo sono stati realizzati numerosi fabbricati “mentre permangono lotti e capacità edificatorie non ancora utilizzati”.
“La documentazione tecnica disponibile – scrive Molino – evidenzia, allo stato, una capacità edificatoria ancora da esercitare significativa, da determinare definitivamente mediante ricognizione congiunta dello stato di attuazione del Piano di Lottizzazione, delle volumetrie assentite, dei fabbricati effettivamente realizzati e delle volumetrie residue”.
Nella sua lunga ed articolata nota la Molino Costruzioni asserisce che dalla documentazione tecnica finora esaminata risulta una capacità edificatoria non realizzata pari a 9mila metri cubi.
Insomma, un’atra consistente colata di cemento che uno scellerato Piano regolatore della Città consentirebbe su un parte di territorio particolarmente fragile.
La Molino Costruzioni non intende mettere in discussione le esigenze di tutela della pubblica incolumità e di prevenzione del rischio idrogeologico che dovessero risultare definitivamente accertate dagli organi competenti.
“Ritiene tuttavia necessario che il recepimento della nuova disciplina avvenga contestualmente alla definizione delle conseguenze urbanistiche ed economiche derivanti dall’impossibilità sopravvenuta di utilizzare capacità edificatorie inserite inserite in un Piano di Lottizzazione approvato, convenzionato e parzialmente attuato”.
Seguono nel dettaglio tutti i riferimenti legislativi legati alla L.R. n.58/2023 che introduce gli istituti della perequazione e della compensazione urbanistica.
Una bella patata bollente che rende ancor più calda l’atmosfera agostana all’interno degli uffici del Comune di Vasto.















