venerdì, Agosto 28

Camillo D’Amico: “Più che una grande Vasto bisogna avere una vera e sentita visione del territorio”

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Da cittadino appassionato da sempre alla Politica nonché da ex amministratore Provinciale di Chieti, quando era il popolo a votare, e locale di Cupello sino al 2024 partecipo interessato al dibattito che si è riacceso sulla possibile nascita di una ‘grande Vasto’ che parta dalla fusione dei comuni limitrofi e contigui di Vasto, San Salvo, Cupello e Monteodorisio senza dover  escludere anche altri sia della costa che dell’interno.

Affermo che l’idea per quanto affascinante e reiterata ogni tanto, in questo caso,  ha tutta l’aria di un chiaro spot elettorale alla luce del fatto che, nella prossima primavera 2027, sia a Vasto che San Salvo si tornerà alle urne per le locali elezioni amministrative e, pertanto, sarà certamente un valido elemento di dibattito e confronto tra le forze politiche e le coalizioni che si andranno a confrontare. Sorge però un dubbio sull’affidabilità politica di chi ha aperto le danze ed il dibattito su questo argomento così sensibile e delicato in quanto, trattandosi di una forza politica della maggioranza regionale (Forza Italia), sulla già formale e costituita per referendum con successiva legge istitutiva, la ‘grande Pescara, che dovrebbe vedere i natali al 31 Dicembre 2027, la stessa, sta ragionando su uno slittamento al 31 Dicembre 2029 in ragione di oggettive difficoltà politiche ed amministrative oltre che di un equilibrio nella distribuzione dei servizi tra i comuni costituenti.

Nel merito della possibile fusione tra i comuni limitrofi contigui e limitrofi di Vasto, San Salvo, Cupello e Monteodorisio evidenzio che è un idea reiterata e per nulla nuovo che, durante il primo quinquennio in provincia di Chieti con la presidenza affidata al Senatore Tommaso Coletti, durante la campagna di confronto ed ascolto con le forze economiche e sociali nonché i comuni  per l’aggiornamento dell’allora Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (strumento di pianificazione che sovrintende ai piani urbanistici comunali)  ci fu un tentativo di coordinare le previsioni così come lo stabilire le priorità per le strutture viarie (anche allora si parlava dell’imminenza del nuovo ospedale di Vasto!) ma non riuscimmo a trovare una sintesi condivisa perché prevalsero, come lo è anche oggi, logiche e partigianerie diverse che avvantaggiarono i comuni della costa a discapito di quelli dell’interno.

Nel frattempo è continuata la naturale opera di ‘spoliazione’ dei servizi essenziali nelle aree interne ed immediatamente a ridosso dei comuni di quelli della costa in favore di una concentrazione  a favore di quest’ultimi; da qui il progressivo ed inarrestabile spopolamento.

Certamente la tendenza va invertita in maniera tempestiva perché la sostanziale disunità del vastese è andato beneficio di altri territori ma per farlo occorrono persone ed idee nuove con una visione diversa del territorio che deve avere pari dignità. 

Il territorio va dall’area litorale sino ai confini con il Molise con i comuni di Schiavi di Abruzzo e, Castiglione Messer Marino!!!

Tra i comuni contigui e limitrofi Vasto, San Salvo, Cupello e Monteodorisio è però possibile e necessario associare alcuni servizi come trasporti, vigilanza urbana e redistribuzione dei presidi sanitari oltre cha avviare una seria riflessione su alcune scelte urbanistiche che dovrebbero esser armonizzate all’interno di propri piani regolatori comunali in via di definizione o revisione.

Inoltre è più che mai opportuno e necessario che su talune scelte strutturali ed infrastrutturali, come l’arretramento della SS 16,  e la distribuzione dei servizi al cittadino non sia tutto uno sterile dibattito tra Vasto e San Salvo ma veda coinvolto con pari dignità l’intero territorio.

Questo è il pensiero ed il contributo personale che intendo dare  ad un dibattito che deve trovare un ampia partecipazione attiva di tutti i cittadini,  dei portatori dei vari interessi e non limitarsi ad uno spot elettorale reiterato ogni tanto solo per riempire pagine di giornali e social di ogni genere.

Camillo D’Amico

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