
Un vecchio ed ambizioso progetto di grandi menti visionarie appartenenti ad un passato glorioso, che nasce in un periodo storico in cui la “Città del Vasto” aveva una importante collocazione ed assoluto riferimento per l’intero territorio.
Peccato che con il passare dei decenni si sono succeduti cambiamenti che hanno snaturato i rapporti.
Si continua oggi a rievocare quel progetto, che continua ad essere visto da tutti, me compreso, senza dubbio in modo positivo, ma che oggi merita riflessioni attente e profonde.
Osservando da lontano l’evoluzione dei tempi e guardando con interesse come il mondo cresce, mi permetto di dire la mia.
La “Città del Vasto” ha una storia che merita di essere riletta sin dalla sua nascita.
Città di riferimento sin dai tempi antichi, ha perso nel tempo la sua essenza e caratteristiche.
Prima di pensare alla “Grande o grandissima Vasto” che per mille ragioni cosi come la si vuole immaginare ahime rischia di essere utopia, bisognerebbe ripensare ad una “Vasto Grande”, al passo con i tempi.
Una città oggi frammentata, divisa e scollegata ancora tra centro storico, Vasto marina, aree periferiche, commerciali ed industriali….deve essere necessariamente ripensata e ricostruita come una unica entità armoniosa ed efficiente.
La città va ricollocata in modo appetibile, con strutture e servizi efficienti, prima ancora di metterla “sul mercato” con le sue attuali lacune, criticità e debolezze, per fantomatiche fusioni che genererebbero ulteriori problematiche, ponendola in una situazione non privilegiata come invece merita.
Una città forte, che si riappropria del suo ruolo, che ricostruisce tessuti sociali, industriali, turistici. imprenditoriali, amministrativi, con infrastrutture moderne; un riferimento di eccellenza per tutte le realtà’ circostanti ed oltre.
Un processo certamente lungo e complesso.
Una città che viste le evoluzioni dei tempi, avvia in contemporanea un dialogo con tutte le realtà circostanti per iniziare un percorso di condivisioni strategiche, costruire in modo concreto un futuro sostenibile, fatto di assunzioni concrete.
Solo su queste basi si potrà forse riprendere l’ambizioso progetto di menti illuminate del passato, che per troppo tempo non hanno avuto seguaci altrettanto visionari.
Gaetano Crisci















