
” Prima della Grande Vasto costruiamo il Grande Vastese “. La richiesta arriva dal gruppo consiliare ” Raccospinalveti Bene Comune “ .
Il gruppo politico, prendendo spunto dal continuo esodo di abitanti, invoca soluzioni e confida in un territorio capace di unire la costa all’interno creando opportunità per entrambi senza lasciare nessuno indietro .” Non si può combattere lo spopolamento togliendo le condizioni necessarie.
“Quanti abitanti resteranno nei nostri paesi fra dieci o venti anni ? Bene parlare di fusioni, ma parliamo anche di strade, sanità, scuole, trasporti, servizi, e appunto spopolamento. Formando la Grande Vasto, che fine fanno le aree interne ? Quali progetto c’è per tutto il Vastese ? Non stiamo difendendo il campanile ma il diritto di continuare a vivere nei nostri paesi con gli stessi diritti e le stesse opportunità di chi vive sulla costa . Un’eventuale fusione deve essere il punto d’arrivo di un percorso, non necessariamente il punto di partenza. Prima di unire amministrativamente i Comuni, uniamo fisicamente il territorio. Perchè non può esistere un Grande Vastese se costa ed entroterra rimangono separati da collegamenti inadeguati . Come si può chiedere ai cittadini di continuare a vivere nei paesi dell’entroterra se diventa sempre più difficile persino raggiungere il posto di lavoro”.
Roccaspinalveti Bene comune elenca quindi 4 priorità: la direttrice Valle Cena , il potenziamento della Fondovalle Treste,il passaggio ad Anas della ex Ss86, un tavolo permanente che riunisca i comuni della costa e quelli dell’entroterra, la Provincia , la Regione e rappresentanze economiche sociali e territoriali.
Paola Calvano
foto Anci
















