
Casalbordino contesta la proposta di perimetrazione chiedendone il riesame, Torino di Sangro manifesta forte opposizione, Scerni e Villalfonsina lanciano un appello ai parlamentari per l’abrogazione della norma istitutiva ed in via subordinata chiedono lo stralcio di tutte le aree produttive ed agricole.
Il comune di Pollutri invece non ha presentato le osservazioni. Vanno nella direzione della contrarietà al Parco nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina le delibere approvate dai comuni del Vastese e trasmesse al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase) entro il termine stabilito. L’area protetta non viene vista come una risorsa, ma come un ostacolo.
Per la giunta comunale di Casalbordino guidata dal sindaco Filippo Marinucci “la superficie di territorio ricompresa nella proposta di perimetrazione risulta doppia rispetto alla proposta della Regione Abruzzo, con un incremento del 133%, corrispondente a circa il 32,8% dell’intera superficie comunale”. Per l’amministrazione devono essere salvaguardate “le strumentazioni urbanistiche, ovvero il Prg vigente e la necessità di completamento e di miglioramento delle realtà territoriali presenti quali viabilità e delocalizzazioni urbanistiche”.
Torino di Sangro manifesta forte opposizione e chiede una sostanziale revisione del perimetro, il riesame della zonizzazione, la revisione delle misure di salvaguardia e il più diretto coinvolgimento dei comuni nella gestione provvisoria.
“Un’idea di Parco nata vent’anni fa oggi non ha più alcun senso”, annota il sindaco Nino Di Fonso, “un Parco Nazionale non può nascere in un territorio già fortemente antropizzato. Oggi il nostro ambiente è già ampiamente tutelato dalle normative vigenti e dal costante presidio della Guardia Costiera, della Forestale e degli enti locali. Imporre questo vincolo oggi non protegge la natura, ma crea solo un carrozzone burocratico e uno spreco di denaro pubblico con danni al turismo, all’agricoltura e allo sviluppo locale”.
Scerni e Villalfonsina fanno un passaggio in più: oltre a esprimere netta contrarietà al Parco lanciano un appello ai parlamentari della Repubblica affinchè “si attivino con la massima urgenza, nelle sedi legislative competenti, per l’abrogazione della norma istitutiva”.
In subordine i due comuni, guidati rispettivamente da Daniele Carlucci e Mimmo Budano, chiedono al Ministero “l’immediato stralcio totale dal perimetro del Parco di tutte le aree agricole produttive e rurali del territorio, con particolare riferimento ai terreni delle 650 aziende agricole socie della Cantina Sociale “Villese”, eccependo formalmente il difetto assoluto di istruttoria urbanistica e l’indeterminatezza cartografica”.
Non ha presentato osservazioni il comune di Pollutri. “Con gli uffici tecnici abbiamo verificato che nella proposta di perimetrazione è stata inserita la riserva naturale di Don Venanzio, che è già tutelata e qualche vigneto”, spiega il sindaco Luigi Gizzarelli, “a quel punto abbiamo preferito soprassedere”.
Anna Bontempo (Il Centro)
















