martedì, Ottobre 20

La Conviviale: “I giovani che sono scesi in piazza ieri a Vasto hanno la nostra stima e solidarietà”

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Alle centinaia di ragazze e ragazzi che ieri sono scesi in piazza a Vasto e che continueranno a farlo, va tutta la nostra stima e solidarietà. Li abbiamo visti e ascoltati rivendicare un protagonismo sociale che viene loro negato.

Ma attenzione! Quello che i giovani stanno portando in piazza in questi giorni, a Vasto come a Milano, a Torino, a Bologna e in molte altre città, non sono istanze da scontro generazionale; il futuro è stato rubato alle ragazze e ai ragazzi nello stesso momento in cui ai loro genitori veniva svuotato il presente. La scuola mortificata da anni di aziendalizzazione e il lavoro precarizzato, sono tratti di uno stesso disegno di abbassamento della soglia dei diritti per tutti: giovani e meno giovani, italiani e migranti. Gli effetti della crisi climatica rendono insicuri i paesi tanto per gli anziani quanto per i giovani. Il definanziamento della sanità pubblica impedisce l’accesso alle cure per genitori e figli. I bassi salari, la disoccupazione e la riduzione del welfare che colpiscono i lavoratori di oggi, impoveriscono, ovviamente, anche i minori, lavoratori di domani (in Italia è in povertà assoluta il 12% dei minori) che non avranno le stesse possibilità di partecipazione democratica dei loro coetanei figli e nipoti dei vari plurimiliardari alla Ferrero e Del Vecchio.

Lo scontro, allora, è tra chi guadagna da queste condizioni di precarietà di vita e chi ne paga le conseguenze, con diritti e futuro negati. E troppo spesso c’è chi paga con la vita. Come Andrea Di Risio, studente morto sul lavoro che svolgeva per pagarsi gli studi. I bisogni e le aspirazioni di Andrea erano gli stessi di quella generazione che in questi giorni sta scendendo in piazza. E la tragedia di Andrea non è isolata. Solo tra gennaio e agosto di quest’anno sono morti sul lavoro 3 ragazzini di meno di 14 anni; 14 giovanissimi tra 15 e 19 anni. Uccisi sul lavoro per la stessa insicurezza che colpisce mortalmente lavoratori delle generazioni precedenti.

Andrea, a 21 anni, e a troppi giovani come lui sono stati costretti a smettere di immaginare il proprio futuro; le ragazze e i ragazzi che protestano da Milano a Vasto vogliono continuare a sognarlo, pretendendo, oggi, diritti negati a loro e ai loro genitori.

Noi, già adulti, dobbiamo essere con loro.

Casa del Popolo “La Conviviale” – Vasto 

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